Federico Pelizzari e l’argento paralimpico: “Spero che mi dia la sfrontatezza per andare a prenderne altre”
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Redazione Sport
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Martedì 10 marzo 2026, giornata densa di soddisfazioni per la spedizione azzurra impegnata alle Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Sulle nevi di Cortina d’Ampezzo, teatro delle gare di sci alpino, è arrivata una nuova, luccicante medaglia che va ad arricchire un bottino che, ora, comincia a farsi decisamente consistente. A salire sul secondo gradino del podio nella combinata, categoria standing, è stato Federico Pelizzari, atleta che con questa performance ha centrato un obiettivo a lungo accarezzato e finalmente centrato. La sua prova, condita da qualche piccolo intoppo tecnico come la perdita di un bastoncino nella parte alta del tracciato, non gli ha impedito di tagliare il traguardo con un tempo che vale l’argento, alle spalle del francese Arthur Bauchet e davanti all’austriaco Thomas Grochar, staccati di pochi centesimi in una classifica che racconta quanto sia stata serrata la lotta per le posizioni che contano.
Nel dopo-gara, intervistato dai microfoni presenti in zona mista, Pelizzari ha lasciato trasparire tutta l’emozione di un momento che definire atteso è persino riduttivo. “Devo ancora realizzare quello che è successo; finalmente è arrivata questa tanto sognata e sudata medaglia”, ha dichiarato l’azzurro, con le parole che faticavano a contenere la gioia per un traguardo che rappresenta il coronamento di anni di sacrifici. Poi, quasi a proiettarsi già oltre l’attimo presente, ha aggiunto una riflessione che sa di dichiarazione d’intenti per il futuro immediato: “Spero che questa medaglia mi dia la serenità e la sfrontatezza di andare a prenderne altre”. Un’affermazione, la sua, che denota non solo la consapevolezza del valore del traguardo raggiunto, ma anche una fame agonistica tutt’altro che sazia, un desiderio di tornare a giocarsi le proprie carte nelle prossime gare in programma, magari già nelle prove di superG che scandiranno il calendario odierno.
La giornata dello sci alpino azzurro: quattro medaglie e un sorpasso storico nel medagliere
Il metallo pregiato vinto da Pelizzari non è stato, peraltro, un episodio isolato nella giornata di martedì, che ha consegnato ai tifosi azzurri una pioggia di podi capace di riscrivere le gerarchie e le statistiche di questa edizione dei Giochi. La combinata alpina si è rivelata un autentico serbatoio di gioie per il team italiano, capace di piazzare propri atleti sul podio in tutte e tre le categorie in gara. Se Pelizzari brillava nella standing, era infatti Giacomo Bertagnolli, in coppia con la guida Andrea Ravelli, a salire sul gradino più alto del podio nella categoria ipovedenti, consolidando un palmarès che per lui diventa sempre più ricco di soddisfazioni. E ancora, nella categoria sitting, a fare incetta di argento è stato René De Silvestro, autore di una prova di slalom che gli ha permesso di rimontare posizioni preziose e di chiudere dietro all’olandese Jeroen Kampschreur, un risultato che assume un sapore particolare perché ottenuto sulle nevi di casa, un elemento che il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, non ha mancato di sottolineare nel suo messaggio di congratulazioni all’indirizzo dell’atleta, parlando di “gioia immensa per tutto il Bellunese e per le nostre Dolomiti”.
A queste si aggiungeva l’argento di Chiara Mazzel, sempre nella combinata ipovedenti, a testimoniare una superiorità di squadra che pochi avevano pronosticato alla vigilia. Quattro medaglie in un solo giorno, un bottino che ha permesso all’Italia di operare un sorpasso significativo: quello sul numero di podi conquistati nell’intera edizione di Pechino 2022. Con il metallo pregiato di De Silvestro, il conto totale è salito a nove medaglie, tre delle quali d’oro, cinque d’argento e una di bronzo, un ruolino di marcia che proietta la spedizione azzurra verso traguardi che iniziano a farsi sempre più ambiziosi con il passare delle ore.
Il riscatto del para ice hockey: prima vittoria paralimpica contro la Germania
Se lo sci alpino regalava gioie a raffica, un’altra pagina di storia veniva scritta sul ghiaccio del palazzetto di Milano, dove la nazionale di para ice hockey otteneva il suo primo, storico successo in una rassegna paralimpica. Gli azzurri, reduci da due battute d’arresto pesanti contro corazzate del calibro di Stati Uniti e Cina, sono scesi sul ghiaccio contro la Germania con la consapevolezza di dover gettare il cuore oltre l’ostacolo per riscattare l’inizio di torneo. L’avvio, in verità, non lasciava presagire nulla di buono, con i tedeschi che passavano in vantaggio dopo soli due minuti e quaranta secondi grazie a una controfuga finalizzata da Bussmann, un colpo che avrebbe potuto scoraggiare chiunque.
E invece l’Italia non si è scomposta, anzi, ha messo sotto pressione gli avversari con insistenza, cercando varchi in una difesa ben organizzata. La svolta arrivava verso la fine del primo tempo, quando in situazione di superiorità numerica gli azzurri riuscivano a trovare il pertugio giusto per impattare il match. Era Larch a ribadire in rete un rebound, siglando l’1-1 che chiudeva la frazione iniziale e rilanciava prepotentemente le speranze italiane. Nel periodo centrale il gioco si faceva più equilibrato, con le due squadre che si studiavano senza concedere varchi, ma nel terzo tempo un altro guizzo firmato Landeros, ancora in powerplay, regalava il definitivo sorpasso e, di conseguenza, la prima vittoria di sempre per la nazionale italiana di para ice hockey in una competizione paralimpica. Un successo che vale doppio, non solo per i due punti in classifica ma per il significato intrinseco di una squadra che, partita sfavorita, ha saputo trovare la forza per reagire e scrivere una piccola grande pagina di sport.




