Il talento scoperto da Conte: Vergara, da riserva a protagonista del Napoli

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sandro Sabatini, senza mezzi termini, ha sottolineato la palese contraddizione che emerge dalla rapida ascesa di Antonio Vergara nel Napoli di Antonio Conte. "C’è poca voglia di schierarsi a favore di Conte", ha affermato il giornalista, "perché Vergara qualche settimana fa faceva solo le partitelle a Castel Volturno e ora dimostra di essere un vero fantasista". Un giudizio perentorio, il suo, che evidenzia come quel talento dal sinistro raffinato – capace di inserimenti, imprevedibilità e dribbling – fosse rimasto a lungo in ombra, quasi nascosto tra le pieghe di una rosa che sembrava non avere spazio per un profilo del genere. Lo stesso Vergara, d'altronde, si era approcciato alla sua prima stagione da professionista con la maglia della sua squadra del cuore quasi senza voler disturbare, in un silenzio operoso che ha preceduto l'esplosione. Quella crescita esponenziale, come nota Enrico Fedele sulle colonne de Il Roma, sarebbe il frutto diretto del lavoro del tecnico salernitano: "La tanto criticata preparazione di Conte ha forgiato Vergara", trasformandolo in un autentico numero dieci.

Da un passato di attesa al presente da protagonista

La storia di Vergara con il Napoli, in realtà, è un legame di lunga data, coltivato per otto anni nelle giovanili azzurre dopo gli inizi nella Virtus Crispano e nell’Elite Academy Lodi. Un percorso che lo ha portato, non senza fatica, fino alla soglia della prima squadra, dove l'occasione è arrivata all'improvviso, complici le necessità di un reparto spesso ridotto all'osso. E se il suo esordio in maglia azzurra era stato atteso con pazienza, i gol – quello alla Robert Sanchez del Chelsea, con una ruleta e un sinistro incrociato, e quello in Serie A contro la Fiorentina – hanno dimostrato a tutti che il ventitreenne non è una semplice soluzione d'emergenza. Al contrario, possiede qualità tecniche rare, tra le quali spiccano una conduzione palla fatta di molti tocchi in pochi metri e una visione del gioco che gli permette di eludere con agilità gli interventi avversari.

La forgiante preparazione sotto la guida di Conte

Quello che forse pochi si aspettavano era la rapidità con cui il trequartista si è adattato ai ritmi serrati del calcio di massima serie, superando anche un passato segnato dalla rottura del legamento crociato. Una resistenza che, stando alle analisi di chi segue da vicino il club, va attribuita alla "feroce preparazione" voluta da Conte, la cui metodologia di lavoro, spesso discussa, avrebbe plasmato il fisico e il carattere del giocatore. È proprio in questo quadro generale di fatica e di continui rattoppi, come viene definito, che il Napoli ha trovato una luce inaspettata nel nome di Vergara, il cui rendimento attuale – sebbene limitato a sessanta o settanta minuti per la sua ancora scarsa esperienza in termini di minuti giocati – sta riscrivendo le gerarchie di una squadra in piena evoluzione.

Un fantasista che mancava nella rosa azzurra

La sua apparizione in scena, dunque, non risolve soltanto problemi contingenti di organico, ma porta nella disponibilità del tecnico una tipologia di giocatore che sembrava mancare del tutto. Le sue caratteristiche, quelle di un fantasista puro, lo rendono infatti un elemento atipico nel panorama del calcio italiano contemporaneo, dove figure del genere sono sempre più rare. La sua storia, fatta di attesa, di un legame viscerale con i colori del club e di una dedizione silenziosa, rappresenta oggi un punto di forza inatteso per un Napoli che cerca di costruire la propria identità sotto una nuova guida. E mentre l'Academy Lodi, giustamente, ripubblica sui social i suoi gol, l'impressione è che, finalmente, Antonio Vergara non debba più nascondersi.

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