Inter-Lecce, un pareggio che brucia: i nerazzurri frenano, salentini coraggiosi
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Redazione Sport
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Un soffio di sollievo per il Lecce e un punto pesante, forse più del previsto, quello lasciato sul terreno di gioco dai nerazzurri nella serata di San Siro. L’Inter, che affrontava l’estenuante recupero del gennaio di fuoco dopo il pari con il Napoli, non è riuscita a piegare l’ostinata difesa salentina, arenandosi su un risultato di zero a zero che di certo non aiuta i piani di corsa scudetto. La scelta tecnica di far riposare Lautaro Martinez, affiancando a Thuram il giovane Bonny, non ha prodotto la miccia offensiva sperata, mentre il centrocampo, pur dominante nel possesso, ha faticato non poco a trovare vie vere per impensierire una retroguardia avversaria schierata con ordine e sacrificio.
Le scelte in attacco e l'assenza di Calhanoglu
Cristian Chivu, consapevole della maratona di impegni che attende la squadra, ha operato una rotazione significativa in attacco, puntando sulla freschezza di Bonny e sulla potenza di Thuram. Una mossa, questa, che però non ha sortito gli effetti sperati, scontrandosi contro un Lecce compatto e poco propenso a concedere spazi. A pesare, e non poco, si è rivelata anche l’assenza forzata di Hakan Calhanoglu, costretto a uno stop di circa tre settimane per un problema muscolare al polpaccio sinistro rimediato nella sfida contro il Napoli. La sua regia mancata ha lasciato un vuoto percettibile nella costruzione manovrata, obbligando Barella, Zielinski e Mkhitaryan a uno sforzo supplementare per trovare soluzioni creative, spesso neutralizzate dalla pressione aggressiva degli uomini di Di Francesco.
La tenuta difensiva del Lecce e le occasioni nerazzurre
Eusebio Di Francesco, dal canto suo, ha impostato la partita con pragmatismo, schierando alcune novità come Gandelman e Diouf e rinunciando a Pierotti, in un modulo studiato per chiudere gli spazi e ripartire. La strategia, seppur rischiosa, ha retto per tutti i novanta minuti, grazie a una disciplina tattica che ha limitato al massimo le zone d’ombra in cui possono muoversi giocatori come Thuram. I nerazzurri, che vantano il miglior rendimento interno del campionato, hanno creato qualcosa, soprattutto nel corso del secondo tempo, ma senza quella precisione finale, quell’acuto di qualità, necessario per sbloccare una gara diventata subito una questione di nervi e pazienza. Qualcuno, dalla panchina, avrebbe potuto cambiare le carte in tavola, ma le giocate pericolose sono state poche e ben gestite dalla difesa salentina.
Le implicazioni in classifica e il percorso futuro
Il punto conquistato, se per il Lecce rappresenta un tassello importante nella complicata lotta per la salvezza dopo due sconfitte consecutive, per l’Inter assume i contorni di un’occasione parzialmente mancata per allungare nella parte alta della graduatoria. Il campionato, del resto, è un percorso lungo e le gare di recupero, come questa, possono rivelarsi decisive nella lotta per il Titolo, specialmente quando si ha di fronte una formazione tecnicamente più modesta ma determinata a difendere il risultato fino all’ultimo. La squadra di Chivu dovrà ora mettere da parte la delusione e concentrarsi immediatamente sul prossimo impegno, conscia che in una stagione così equilibrata ogni singolo passaggio va gestito con la massima attenzione.




