Freddo artico e neve, la Toscana si risveglia imbiancata
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Redazione Interno
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L'ondata di freddo di matrice artica, che i meteorologi avevano preannunciato con precisione, ha mantenuto le sue promesse, dipingendo di bianco una porzione significativa della regione e confermando, al di là del calendario che fissa l'inizio della stagione invernale al 21 dicembre, un anticipo di condizioni tipicamente gennaiole. Le prime avvisaglie, caratterizzate da un vento di grecale che ha soffiato con insistenza e da rovesci di grandine anche di una certa intensità, hanno preceduto l'evento principale, i cui effetti più visibili si sono materializzati durante la notte tra venerdì e sabato, quando il termometro è sceso bruscamente. Un minimo depressionario, posizionatosi a sud dell'Arcipelago, ha infatti richiamato aria gelida in quota sul mar di Corsica, innescando un ciclo di precipitazioni che, da sparse, sono diventate via via più organizzate e copiose, interessando persino l'isola d'Elba con una spruzzata di bianco insolita per il periodo.
La mappa della neve
A conclusione di una giornata meteorologicamente anomala, il bilancio appare chiaro: tutti i rilievi appenninici della Toscana, da quelli settentrionali fino a quelli di Arezzo e Firenze, mostrano un manto nevoso più o meno spesso. La quota neve, che rappresenta l'altitudine al di sotto della quale le precipitazioni cadono in forma liquida, ha subito notevoli variazioni, attestandosi inizialmente sugli 800 o 900 metri per poi abbassarsi sensibilmente, fino a toccare i 400 o 500 metri sui versanti aretini e fiorentini. È proprio in queste ultime zone, dove l'evento si è dimostrato più persistente, che si sono registrati gli accumuli più significativi, con una coltre bianca che in alcune località ha superato, non senza sorpresa, il mezzo metro di altezza.
L'intervento sulla viabilità
La risposta delle istituzioni, di fronte a un simile scenario, non si è fatta attendere. La Sala di Protezione Civile della Città Metropolitana di Firenze ha monitorato costantemente la situazione, emettendo avvisi e coordinando gli interventi. "Nevica ancora sui passi appenninici", è stato il bollettino di metà pomeriggio, a dimostrazione di una fase ancora attiva. Per garantire la sicurezza e la percorribilità delle strade di competenza, i mezzi spalaneve e spargisale del servizio viabilità sono stati immediatamente messi in campo, lavorando senza sosta per rimuovere la neve fresca e prevenire la formazione di lastroni di ghiaccio, uno dei pericoli maggiori per gli automobilisti.
L'allerta ghiaccio e il freddo che persiste
Con l'esaurirsi delle precipitazioni, previsto in serata e accompagnato dall'arrivo di qualche schiarita, la preoccupazione principale si è spostata dal manto nevoso al rischio ghiaccio. Il sensibile calo delle temperature, infatti, unito all'umidità residua lasciata dalla pioggia e dalla neve sciolta, crea le condizioni ideali per la formazione di ghiaccio sulle superfici stradali, specialmente nelle ore notturne e del primo mattino. L'allerta gialla della Protezione Civile, che rimarrà in vigore fino a domenica, si concentra proprio su questo aspetto, interessando in particolare i versanti romagnoli dell'Appennino, l'Alto Mugello e la Val Tiberina, dove la combinazione di freddo e umidità potrebbe rendere la viabilità particolarmente insidiosa.




