Il Prosecco blocca le esportazioni verso gli Usa per i dazi minacciati da Trump: la filiera chiede interventi
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Redazione Interno
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Circa 135 milioni di bottiglie di Prosecco rischiano di non raggiungere il mercato statunitense a causa dei dazi fino al 200% annunciati dall’amministrazione Trump, una misura che potrebbe avere ripercussioni pesanti sull’intero settore. I presidenti dei tre Consorzi di tutela – Giancarlo Guidolin (Prosecco Doc), Franco Adami (Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg) e Michele Noal (Asolo Prosecco Docg) – hanno scritto al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, definendo la situazione "grave" e chiedendo un intervento urgente.
La preoccupazione principale riguarda l’impossibilità di prevedere quando e come i dazi potrebbero essere applicati, un’incertezza che ha spinto molte aziende a sospendere le spedizioni. «Meglio fermare la merce ora», hanno spiegato i rappresentanti dei consorzi, «piuttosto che ritrovarsi con navi già in viaggio e costi raddoppiati all’arrivo». L’alternativa, per molti produttori, è cercare nuovi mercati, ma la diversificazione – come sottolinea Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola – non è immediata. «L’Amarone e il Prosecco», ha precisato, «sono legati a territori specifici e non possono essere replicati altrove».
Intanto, la filiera vitivinicola italiana – riunita in Federdoc, Federvini, Confagricoltura e altre associazioni di categoria – ha chiesto al governo di agire con determinazione a livello europeo per evitare l’applicazione delle tariffe. «Serve una trattativa di buon senso», hanno dichiarato, evidenziando che i danni economici non colpirebbero solo l’Italia. Per ogni dollaro perso dai produttori, infatti, se ne perderebbero 4,3 lungo la catena di importazione e distribuzione statunitense.




