Banco Bpm, firmato l'accordo sul premio aziendale: per i dipendenti in arrivo 2.400 euro tra cash e welfare
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Redazione Economia
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Il confronto tra la direzione di Banco Bpm e le rappresentanze sindacali, un negoziato che si è protratto per diverse settimane e che aveva visto, negli incontri di metà gennaio, posizioni ancora distanti su alcuni punti cardine della piattaforma rivendicativa, si è concluso con la sottoscrizione di un pacchetto integrato di intese che intervengono in maniera significativa sulle condizioni economiche e di welfare dei circa diciannovemila dipendenti del gruppo. L’accordo, siglato nella giornata di ieri, definisce un incremento sostanziale del premio aziendale, arrivando a un valore complessivo di 2.400 euro, una cifra che rappresenta un aumento di oltre il quattordici per cento rispetto all’erogazione legata all’esercizio precedente. La struttura del premio, e qui sta una delle principali novità dell’intesa, è stata articolata su un doppio binario per offrire flessibilità di scelta ai lavoratori: per chi opta per la corresponsione in denaro, l’importo lordo è stato fissato a 1.700 euro, mentre la conversione in servizi di welfare, misura che gode di un regime fiscale agevolato, raggiunge i 2.200 euro, cifra alla quale si aggiunge un ulteriore bonus di 200 euro, sempre in welfare, riconosciuto per la straordinarietà dei risultati conseguiti nell’anno appena concluso -2-3-8.
Un incremento graduale per buoni pasto e previdenza complementare
Non si è trattato, però, di intervenire esclusivamente sulla voce più attesa, quella del premio di risultato, ma si è lavorato a un disegno più ampio volto a potenziare anche gli elementi fissi della retribuzione indiretta e differita. Le trattative, che avevano visto le segreterie di First Cisl, Fabi, Fisac Cgil e Uilca Uil spingere per un adeguamento del potere d’acquisto, hanno portato a un accordo che incrementa il valore del buono pasto, portandolo dagli attuali 7 euro a 9 euro; un aumento che però, ed è opportuno sottolinearlo, avverrà in due fasi distinte, con un primo scatto a 8 euro previsto per il primo maggio del 2026 e il successivo passaggio a 9 euro che diventerà effettivo solo dal marzo del 2027 -3-8. Sul fronte della previdenza complementare, un capitolo cruciale in un’ottica di lungo periodo per i lavoratori del settore, l’intesa raggiunta prevede un incremento dello 0,25 per cento del contributo a carico dell’azienda; l’aliquota minima di versamento per i dipendenti iscritti ai fondi pensione di gruppo salirà così, sempre a partire dal primo marzo dell’anno prossimo, fino a toccare la soglia del tre e mezzo per cento -2-3.
Telemedicina e armonizzazione per la struttura Customer Support
Oltre ai miglioramenti quantitativi, il protocollo d’intesa introduce per la prima volta all’interno del perimetro del gruppo un servizio di telemedicina, un’iniziativa che sarà interamente finanziata dall’azienda con un esborso annuo di settanta euro per dipendente e che consentirà, a partire dal prossimo mese di aprile, l’erogazione di prestazioni sanitarie a distanza, un benefit che va ad ampliare il ventaglio delle tutele per i lavoratori e i loro familiari -2-8. Particolare attenzione, nelle discussioni che hanno preceduto la firma, è stata riservata anche alla situazione del personale inquadrato nella struttura denominata Customer Support and Development, un’area operativa che da tempo richiedeva un intervento chiarificatore e per la quale le organizzazioni sindacali sollecitavano un passo avanti nelle tutele e nelle indennità. L’accordo raggiunto, e in questo senso si è espresso anche Roberto Speziotto, responsabile delle risorse umane di Banco Bpm, sancisce un percorso condiviso volto ad accompagnare l’evoluzione di questa funzione verso il modello della filiale digitale, garantendo al contempo una progressiva armonizzazione dei trattamenti economici e normativi, con un incremento immediato delle indennità legate alla turnazione e una regolamentazione più chiara delle pause durante l’orario di lavoro -3-5-8.




