Dazi europei sulle auto elettriche cinesi, una svolta imminente

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dall'1 novembre, i dazi europei sulle auto elettriche cinesi, già in vigore dal luglio scorso con una tassazione del 10%, subiranno un ulteriore incremento, oscillando tra il 17% e il 35% delle importazioni. Questa decisione, approvata dal Comitato di difesa commerciale dell'Unione Europea, è stata oggetto di dibattito per anni, soprattutto durante la transizione tra la vecchia Commissione guidata da Ursula von der Leyen e la nuova, ancora sotto la sua guida, in fase di approvazione dal Parlamento europeo.

Nel frattempo, il governo cinese ha emanato una direttiva che invita i produttori locali a rallentare i piani di espansione in Europa. Questo invito, sebbene non obbligatorio, ha già avuto effetti concreti: Dongfeng, uno dei principali produttori cinesi, ha rinunciato all'apertura di uno stabilimento produttivo in Italia. La decisione del governo cinese è motivata dalla questione dei dazi, che continua a essere un tema di grande rilevanza nelle relazioni commerciali tra Cina e Unione Europea.

Dongfeng, l'ultimo brand cinese arrivato in Italia, vanta un portfolio di prodotti invidiabile e basi solidissime, nonostante le sue origini risalgano all'epoca di Mao. La sua storia recente è strettamente legata al Vecchio Continente, ma le nuove direttive cinesi potrebbero influenzare significativamente i suoi piani di espansione.

Parallelamente, Geely, un altro colosso automobilistico cinese, sembra puntare a Maserati, nonostante la scadenza del 30 ottobre per l'imposizione dei dazi definitivi alle auto elettriche prodotte in Cina si avvicini rapidamente.

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