Il Giro d’Italia abbraccia Napoli, Manfredi parla di festa e orgoglio tra folla e selfie al trofeo
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Redazione Sport
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La carovana rosa, nel pomeriggio di ieri, ha trasformato Piazza del Plebiscito in un palcoscenico dove sport, turismo e identità locale si sono intrecciati senza soluzione di continuità. La sesta tappa del Giro d’Italia 2026, una frazione di 141 km da Paestum a Napoli – sebbene il live ufficiale ne indicasse 142 – ha offerto un finale scenografico davanti a Palazzo Reale, decretando la vittoria di Davide Ballerini. A consegnargli il riconoscimento, tra la folla assiepata dietro le transenne, è stato Giovanni Di Lorenzo, capitano della SSC Napoli, in un gesto che ha idealmente saldato il calcio cittadino con il ciclismo delle grandi occasioni.
Il sindaco, Gaetano Manfredi, ha incorniciato l’evento con parole nette: «Giornata di festa, sport ed orgoglio». Un commento che, al di là della retorica istituzionale, fotografa un fenomeno concreto. Il reportage diffuso dal Comune ha infatti restituito l’immagine di una città gremita, non solo lungo il tracciato finale ma anche al villaggio Giroland allestito al Municipio, dove turisti e tifosi – molti dei quali stranieri in vacanza da Austria e Giappone – si sono messi in coda per un selfie con il trofeo. Non mancavano i seguaci affezionati, come i familiari di Johan Price-Peitersen, riconoscibili dal cappellino rosa e dalla bandiera danese.
Una tappa breve e pianeggiante, tra arte e memoria storica
Il percorso, prevalentemente piatto, ha privilegiato la velocità pura: partenza neutralizzata alle 13.50, via dal km zero un quarto d’ora dopo, e arrivo previsto tra le 17.04 e le 17.21. La frazione, però, non è stata solo una volata. Nel reportage municipale riaffiora anche la suggestione del vecchio stadio Albricci all’Arenaccia, un richiamo a un impianto che evoca memorie sportive profonde per i napoletani. La tappa, insomma, ha saputo mescolare il paesaggio campano – tra storia, arte e ambiente – con l’urgenza agonistica del momento.
La classifica generale dopo la quinta tappa: Eulalio in rosa, inseguitori serrati
La graduatoria aggiornata prima della partenza da Paestum vedeva al comando Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) con il tempo di 21h27’43’’. Alle sue spalle, Igor Arrieta (Uae Team Emirates Xrg) a 2’51’’, mentre Christian Scaroni (Xds Astana Team) accusava 3’34’’. Più staccati, Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step) a 3’39’’ e Johannes Kulset (Uno-X Mobility) a 5’17’’. Tra i nomi di rilievo, Giulio Ciccone (Lidl-Trek) figurava a 6’12’’ dal leader, stessa forbice che separava Jan Christen (Uae Team Emirates Xrg) e Florian Stork (Tudor Pro Cycling) dal portoghese, entrambi a 6’16’’. Più indietro, Egan Bernal (Netcompany Ineos) e Thymen Arensman (stessa squadra) a 6’16’’ e 6’18’’, con Jonas Vingegaard (Team Visma – Lease a Bike) accreditato di un distacco di 6’22’’.
Le altre classifiche e l’assedio dei tifosi a Piazza del Plebiscito
Nella graduatoria a punti, il francese Magnier (Soudal Quick-Step) comandava con 105 lunghezze, distanziando Milan (Lidl-Trek) fermo a 64 e Narvaez (Uae Team Emirates Xrg) a 50. Per quanto riguarda il gran premio della montagna, invece, Sevilla (Polti Visitmalta) guidava con 42 punti, seguito da Arrieta (18) e Oliveira (Movistar Team, 18). Sulle transenne di Napoli, intanto, la ressa era tale che persino i cosiddetti “seguaci della corsa” faticavano a trovare un varco. Molti erano gli stranieri in vacanza, alcuni giunti appositamente per seguire tre tappe in tre giorni – Potenza, Napoli e Formia – come raccontava Domenico Guadagno di Sant’Anastasia, uno dei tanti volti anonimi di una folla che trasformava l’arrivo del Giro in un rito collettivo.




