a Milano: la scommessa di Calenda e Picierno per “hackerare” il bipolarismo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Hanno scelto il palcoscenico del Teatro Parenti, a Milano, per cercare di dare sostanza a quella che molti, ormai stanchi di definizioni abusate, chiamano “un’alternativa”. In realtà, gli artefici di questa operazione – primo fra tutti il segretario di Azione Carlo Calenda – rigettano l’etichetta di un nuovo “terzo polo”, una definizione che, come hanno ammesso gli stessi promotori, non ha portato particolare fortuna alle precedenti esperienze.

L’obiettivo dichiarato, invece, è più ambizioso e, al contempo, più fluido: si parla di “hackerare il bipolarismo” populista, un termine mutuato dall’informatica che sottende l’idea di scardinare un sistema percepito come ormai obsoleto per offrire una via d’uscita a un elettorato che, stando alle analisi diffuse durante l’incontro, sarebbe stufo di scegliere “il meno peggio”. A tenere a battesimo l’iniziativa promossa dall’associazione Europeisti.

Eu, con Piercamillo Falasca e Daniele Nahum in prima linea, c’è un parterre di personalità che spazia dall’ex presidente del Consiglio Mario Monti – la cui presenza ha conferito un sigillo di autorevolezza tecnica all’operazione – all’economista Carlo Cottarelli, passando per Luigi Marattin e Andrea Marcucci.

L’addio al Pd e il virus del populismo

Tra i volti più attesi della giornata, spiccava quello di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, la cui recente uscita dal Partito Democratico ha di fatto accelerato i tempi di questo cantiere politico. Picierno, intervenuta dal palco, ha motivato la sua scelta con l’amara constatazione che il cosiddetto “campo largo” si sia, a suo dire, “scivolato purtroppo sempre di più verso il populismo con la pochette di Giuseppe Conte”.

Una critica, questa, che mira a colpire l’alleanza tra il Pd e il Movimento 5 Stelle, descritta come un’accozzaglia ideologica in cui le istanze riformiste verrebbero schiacciate da derive estremiste. D’altra parte, nemmeno il centrodestra esce indenne dalla requisitoria lanciata dal Parenti: l’obiettivo polemico, in questo caso, è rappresentato dalle figure di Roberto Vannacci e della Lega, accusati – rispettivamente – di “cripto-fascismo putiniano” e di ostruzionismo sull’asse atlantico.

È in questo spazio, apparentemente lasciato libero da entrambi gli schieramenti, che Calenda e Picierno intendono inserirsi, convinti che esista una domanda inespressa di serietà e di coerenza europeista.

L’ombra della guerra ibrida e la benedizione di Sala

A fare da collante ideologico, oltre alla critica del bipolarismo, è un convinto e intransigente sostegno alla causa ucraina; un tema che, per i nuovi “Europeisti”, non è una semplice bandiera ma il crocevia di ogni altra politica. “Difendere Kyiv oggi significa evitare di difendere Varsavia o Roma domani”, è stato uno dei mantra della giornata, con un chiaro riferimento alla necessità di una difesa comune europea.

Ma c’è un altro fronte, meno visibile ma altrettanto sentito dai promotori, ed è quello della guerra informatica: il movimento ha già annunciato per ottobre una mobilitazione nazionale contro la disinformazione russa, che viene indicata come un’arma di indebolimento delle democrazie liberali. A osservare la scena con interesse, pur mantenendo le distanze da un’adesione formale, c’era il sindaco di Milano Beppe Sala.

Il primo cittadino, pur non impegnandosi direttamente nella nuova creatura politica, ha speso parole di incoraggiamento per l’iniziativa, riconoscendo che “serve uno spazio politico più moderato nel centrosinistra” e ammettendo che, in vista delle amministrative del 2027, il Pd è sottoposto a pressioni contraddittorie sia dall’area più radicale che da quella centrista.

Il cantiere aperto e le regole del gioco

Nonostante l’entusiasmo della giornata inaugurale, la strategia per tradurre queste intenzioni in seggi resta ancora da definire. Calenda ha messo in guardia i presenti sui rischi insiti nella futura legge elettorale, prevedendo – a meno di correzioni – coalizioni “infinite” costrette a includere i rispettivi estremismi. La sua risposta, in ogni caso, non sarà quella di cedere al ricatto dei due poli: se si andrà verso una riforma che favorisce le larghe intese contro natura, la battaglia dovrà essere ancora più radicale. Sul fronte organizzativo, Europeisti.

Eu ha già fissato una roadmap che prevede un’assemblea degli iscritti a Roma il 17 e 18 luglio, mentre l’ambizione è quella di costruire un centinaio di hub territoriali in tutto il paese. L’operazione, insomma, prova a superare i personalismi che hanno frammentato le precedenti esperienze centriste, cercando di capitalizzare quel malessere che, a giudicare dagli applausi in sala, sembra attraversare trasversalmente l’elettorato milanese in attesa delle prossime scadenze elettorali.

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