L’Europa scommette sulla tregua in Medio Oriente, ma i mercati restano in allerta

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I mercati finanziari hanno reagito con ottimismo all’annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Iran, nonostante le reciproche accuse di violazioni e le parole infuocate dello stesso presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha definito «inaccettabili» le azioni di Teheran. Le borse europee hanno chiuso in netto rialzo, con Francoforte in testa (+1,6%), seguita da Madrid (+1,3%) e Parigi (+1%). Più prudente Londra, che si è fermata a un modesto +0,1%, mentre Amsterdam ha registrato un incremento dello 0,8%.

A Milano, il risiko finanziario si è spostato sui titoli legati all’energia e alle materie prime, con il petrolio in calo e il gas in picchiata, mentre l’oro – tradizionale bene rifugio in periodi di tensione – ha perso terreno. Il prezzo del greggio, in particolare, ha subito un ulteriore ridimensionamento, segnale che gli operatori sembrano credere, almeno per ora, alla stabilità della tregua.

Non tutti gli asset, però, seguono la stessa direzione. L’uranio, ad esempio, continua la sua corsa al rialzo, con i future statunitensi che hanno superato i 77 dollari per libbra, spinti dalle tensioni geopolitiche e dalla crescente domanda di scorte strategiche. Lo Sprott Physical Uranium Trust, che ha annunciato l’intenzione di acquistare uranio per 200 milioni di dollari, ha contribuito a rafforzare il trend, evidenziando come la paura di un escalation militare resti un fattore determinante per alcuni settori.

Oltreoceano, Wall Street ha proseguito il suo avanzamento nonostante le parole caute del presidente della Fed, Jerome Powell, il quale ha sottolineato che un taglio dei tassi d’interesse non è imminente, data la previsione di un’inflazione ancora robusta. Un segnale che, se da un lato i mercati guardano con favore alla distensione in Medio Oriente, dall’altro non ignorano le incertezze legate alle politiche monetarie e alla stabilità globale.

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