Strage di Monreale, i carabinieri alla ricerca delle armi e degli altri killer

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Salvatore Calvaruso, il 19enne del quartiere Zen di Palermo, è l’unico fermato per la strage di Monreale, dove nella notte tra sabato e domenica scorsi sono stati uccisi tre giovani. Le vittime, Salvatore Turdo, 23 anni, Andrea Miceli, 24, e Massimo Pirozzo, 25, sono state colpite a morte durante una sparatoria. Pirozzo, benché ferito, aveva tentato di salvarsi salendo su uno scooter e implorando un amico di portarlo in ospedale, dove poi è spirato. A ricostruire quei drammatici momenti è stato un testimone, le cui parole sono riportate nell’ordinanza del gip Ivana Vassallo.

Le indagini, tuttavia, non si fermano a Calvaruso. I carabinieri stanno cercando almeno altri due complici, uno dei quali sarebbe un ragazzo alto circa un metro e novanta, con la barba folta, che viaggiava su una motocicletta Bmw Gs nero di vecchio modello. Secondo le testimonianze, a bordo dello stesso veicolo c’era un secondo uomo armato di pistola, che avrebbe partecipato alla sparatoria insieme al giovane già in carcere. «Chi sparava era basso e magro, mentre il conducente era alto, con barba nera e folta», hanno raccontato alcuni presenti quella sera, aggiungendo che entrambi indossavano il casco.

Intanto, Palermo si prepara a rendere omaggio alle vittime. Domenica prossima, alle 21 in piazza Verdi, davanti al teatro Massimo, si terrà una fiaccolata organizzata da diverse realtà associative e religiose, tra cui il comitato Kalsa, il circolo Vivi Ballarò, l’Oratorio Vivo e l’associazione Identità Giovane. All’iniziativa hanno aderito una ventina tra parrocchie e confraternite, segno di un dolore che ha scavato profondamente nella città.

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