Borse europee a due velocità, Milano regge l’urto mentre il petrolio torna a correre

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La volatilità continua a dettare l’andamento delle Borse europee in questa metà di seduta, con gli investitori che restano in attesa di sviluppi concreti – e possibilmente definitivi – sul fronte dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Dopo un avvio positivo, sostenuto dalla chiusura brillante dei listini asiatici, i principali mercati del Vecchio Continente hanno invertito la rotta, segnalando quella fragilità tipica delle fasi in cui la geopolitica torna a farsi protagonista. Milano, in questo contesto, evidenzia una tenuta relativa: l’indice principale cede appena lo 0,1%, un dato che assume valore se letto accanto alle flessioni più marcate registrate da Francoforte, Londra e Parigi.

Il peso del petrolio e le parole di Trump

A muovere i fili del mercato è, ancora una volta, la dinamica dei prezzi energetici. Il Brent viaggia a 102 dollari al barile, con un incremento del 2% che riporta l’attenzione sulla tensione in Medio Oriente. Una tensione che, paradossalmente, era parsa allentarsi nelle ore precedenti, dopo che il presidente americano Donald Trump – oggi nuovamente alla Casa Bianca – aveva ventilato una possibile risoluzione del conflitto. Dichiarazioni che avevano innescato un crollo del greggio, ma che sono state prontamente smentite da più voci provenienti da Teheran, riportando così l’incertezza ai livelli precedenti. I rinnovati attacchi israeliani nella regione contribuiscono a mantenere alta l’attenzione, alimentando quella corsa del petrolio che, in questa fase, sembra inarrestabile.

Piazza Affari, il caso Inwit e il settore difesa

Sul listino milanese, dove dopo vari cambi di rotta si è imposto il segno meno, spicca la performance di Inwit: il titolo vola, distaccandosi da un andamento generale che si mantiene cauto. Sul fronte opposto, segnali di debolezza arrivano invece dal comparto della difesa, che si avvia a chiudere in calo in una giornata segnata da contrastanti segnali macroeconomici. Non mancano le ripercussioni valutarie, con il dollaro in rafforzamento sulle principali divise: l’euro scende a 1,1593 sul biglietto verde, un dato che incide sulle strategie di posizionamento dei grandi investitori istituzionali, solitamente sensibili a variazioni così nette.

L’attesa per Wall Street e il differenziale con l’Asia

Se l’Asia aveva fornito un avvio di giornata decisamente positivo, Wall Street si prepara ora a un’apertura debole, confermando quella spaccatura geografica che spesso accompagna le fasi di incertezza globale. I listini europei girano in rosso, valutando con attenzione ogni parola che arriva oltreoceano, mentre sul fronte obbligazionario si registra un lieve rialzo dei titoli di Stato. Il gas, al contrario del petrolio, prosegue la sua fase di calo, offrendo un contraltare che impedisce generalizzazioni sulla direzione unica dei costi energetici. In questo scenario di “due velocità”, Milano riesce a contenere le perdite, forte probabilmente di una composizione settoriale meno esposta rispetto ad altre piazze alle oscillazioni più violente.

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