Riciclo plastica in crisi: Quagliuolo chiede sblocco degli stoccaggi
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Redazione Economia
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La crisi del riciclo della plastica si sta aggravando in Italia, con la raccolta differenziata che rischia di subire conseguenze dirette a causa della saturazione degli spazi di stoccaggio e del calo della domanda di materiale recuperato. Il presidente di Corepla Giorgio Quagliuolo segnala una situazione definita strutturale, in cui la plastica proveniente dal riciclo non trova più sbocchi commerciali e resta accumulata nei magazzini. A pesare sono anche la concorrenza extra Ue, i costi energetici elevati e la carenza di impianti adeguati, fattori che stanno comprimendo l’intera filiera. In questo contesto, il rischio indicato riguarda anche la tenuta operativa della raccolta differenziata nei territori.
Pressione sugli impianti e rischio per la raccolta differenziata
Le criticità legate al riciclo della plastica emergono anche a livello locale, dove la saturazione degli stoccaggi sta creando allarmi concreti per la gestione dei rifiuti urbani. In particolare, la plastica raccolta attraverso la differenziata non viene venduta con continuità e si accumula, riducendo la capacità operativa degli impianti. Tra i casi segnalati figura quello di Marche Multiservizi, che ha già inviato più comunicazioni a enti provinciali, consorzi e autorità competenti, fino a Prefettura e Regione Marche, evidenziando una situazione in progressivo peggioramento. Il rischio operativo si riflette sulla filiera, con possibili ricadute sulla continuità del servizio di raccolta.
Il quadro descritto dagli operatori evidenzia anche un aumento dei rischi legati alla gestione degli accumuli, compresi quelli di natura logistica e di sicurezza, con magazzini sempre più vicini alla saturazione. Le richieste avanzate al tavolo di crisi puntano su un incremento della capacità autorizzata degli impianti e su misure che possano ridurre la pressione immediata sugli stoccaggi, in un sistema che fatica a riequilibrare flussi in ingresso e uscita.
Riciclo plastica tra calo del fatturato e aumento dei volumi
Il settore del riciclo meccanico della plastica registra un andamento divergente tra produzione e risultati economici. Nel 2025 il fatturato complessivo delle imprese del comparto si è attestato a 685 milioni di euro, segnando una flessione dell’1,1% e il terzo anno consecutivo di calo. Nello stesso periodo, però, la produzione di granuli rigenerati ha raggiunto circa 850mila tonnellate, con un aumento del 2% rispetto all’anno precedente. Questa dinamica evidenzia una crescita dei volumi trattati che non si traduce in un miglioramento dei ricavi, complicando ulteriormente la sostenibilità economica del settore.
Prezzi in calo e costi energetici in aumento nel comparto plastica
La seconda parte dell’anno ha segnato un ulteriore deterioramento delle condizioni di mercato per il riciclo della plastica, con quotazioni dei materiali riciclati scese ai minimi del decennio. A incidere sono anche i costi operativi in aumento, in particolare quelli energetici, che comprimono i margini delle imprese. Il report 2025 del settore segnala come questa combinazione di fattori abbia contribuito alla contrazione del fatturato, nonostante l’incremento dei volumi trattati. Le associazioni di categoria, tra cui Assorimap, indicano la necessità di interventi strutturali per sostenere il comparto e riequilibrare la filiera.
Stoccaggi saturi e richieste di nuove misure per la filiera
Tra le richieste avanzate al tavolo di crisi emergono interventi mirati a rafforzare la domanda di materia riciclata e a ridurre la pressione sugli stoccaggi. Le proposte includono sostegni economici al riciclo, controlli più stringenti sulle importazioni e l’introduzione di obblighi di utilizzo di materiale riciclato nei prodotti e negli imballaggi. L’obiettivo indicato dagli operatori è evitare che la saturazione degli impianti si traduca in un blocco della raccolta differenziata, con effetti a catena sull’intera gestione dei rifiuti in plastica e sulla tenuta del sistema di recupero nazionale.
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