Zelensky e le elezioni in Ucraina: il no al voto e il piano di pace

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Zelensky ha escluso le elezioni in Ucraina in questa fase della guerra e ha annunciato un piano di pace condiviso con Stati Uniti e Unione europea, basato su tregua, zona franca e ritiro delle truppe. Il presidente ucraino si trova al centro di una fase considerata particolarmente complessa, mentre attende il sostegno degli alleati, nuovi sistemi Patriot e una soluzione che permetta al Paese di affrontare un altro inverno di conflitto. Intanto, attorno al suo potere continuano a emergere interrogativi legati alle tensioni dentro le stanze del suo staff.

La posizione di Zelensky sulle elezioni in Ucraina arriva mentre Kiev ospita la riunione della coalizione dei Volenterosi in occasione del 35esimo anniversario dell’indipendenza del Paese. Nella capitale sono attesi il presidente del Consiglio europeo António Costa, il presidente finlandese Alexander Stubb, la premier danese Mette Frederiksen, i leader dei tre Paesi baltici e altri capi di Stato. L’incontro rappresenta il momento in cui il presidente ucraino accoglie gli alleati parlando di pace, mentre sul terreno prosegue il confronto militare con la Russia.

Il piano di pace con Usa e Ue e i punti indicati da Zelensky

Secondo quanto dichiarato dal presidente ucraino, con Europa e Stati Uniti è stato messo a punto un piano di pace che prevede una tregua, una zona franca e il ritiro delle truppe. Zelensky ha indicato il cessate il fuoco come il primo elemento centrale del percorso diplomatico, mentre una seconda parte riguarda la proposta americana di una zona economica speciale. Il piano arriva in una fase in cui Kiev considera la diplomazia particolarmente attiva e collegata alla possibilità di arrivare alla fine della guerra entro fine estate 2027.

Nel confronto sulla fine del conflitto, Zelensky ha ribadito che la situazione resta legata anche alle mosse della Russia. Il presidente ucraino sostiene che, dopo le elezioni per la Duma, Vladimir Putin potrebbe mobilitare almeno 300 mila persone. Secondo la posizione espressa da Kiev, gli attacchi condotti nel cuore della Federazione russa stanno mostrando le difficoltà del Cremlino nel mantenere la guerra lontana dalla vita quotidiana dei cittadini russi, mentre Mosca avrebbe chiarito che la risposta sarà sempre più dura.

Gli alleati arrivano a Kiev mentre continua la pressione sulla guerra

La visita dei rappresentanti internazionali coincide con una fase in cui l’Ucraina cerca sostegno politico e militare dagli alleati. Tra gli arrivi previsti a Kiev c’è anche quello del primo ministro britannico Andy Burnham, al suo primo viaggio internazionale da quando ha assunto l’incarico alla fine di luglio. Secondo quanto comunicato da Londra, durante la visita dovrebbe essere annunciata l’autorizzazione affinché l’azienda di difesa Mbda possa condividere informazioni classificate sui componenti britannici del missile a lungo raggio Scalp.

La presenza dei leader europei nella capitale ucraina si intreccia quindi con il confronto sulle prospettive del conflitto e sulle condizioni per una possibile trattativa. Zelensky accoglie gli alleati mentre il Paese continua a subire gli effetti della guerra, tra attacchi con missili e droni e la necessità di prepararsi ai prossimi mesi. Il presidente ucraino lega la fase attuale alla ricerca di una soluzione diplomatica, ma allo stesso tempo mantiene alta l’attenzione sulle capacità militari russe e sulle conseguenze di eventuali nuove mobilitazioni.

Il tema delle elezioni resta uno degli elementi più delicati del momento politico ucraino. Zelensky ha definito il voto in questa fase come un possibile “tsunami”, collegandolo alle difficoltà che il Paese sta affrontando durante la guerra. La priorità indicata dal presidente rimane invece il percorso verso una tregua e un accordo sostenuto dagli alleati, mentre Kiev continua a chiedere strumenti per resistere al conflitto e affrontare l’evoluzione della situazione militare.

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