Il delitto di Scandicci, il Corpo decapitato di una donna nell’ex area del Cnr e le indagini della procura di Firenze
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Redazione Interno
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Il rinvenimento del corpo senza vita di una donna, cui è stata asportata la testa, avvenuto nella tarda mattinata di oggi all’interno dell’ex comprensorio del Consiglio nazionale delle ricerche a Scandicci, ha riacceso i riflettori su un’area periferica già segnata in passato da episodi di degrado e criminalità, sebbene, ed è questo uno degli elementi che più allarma gli inquirenti, essa si trovi a poche decine di metri da un istituto scolastico superiore e da un parco pubblico frequentato da famiglie e bambini. Il magistrato di turno della procura di Firenze, Alessandra Falcone, giunta sul posto per coordinare i primi accertamenti, ha disposto il sequestro della zona, immediatamente isolata dai carabinieri con l’ausilio della polizia municipale, per consentire alla scientifica di effettuare i rilievi del caso in un perimetro che comprende un casolare in disuso, murato per evitarne l’occupazione abusiva, e la vegetazione circostante. Al momento, la vittima non è stata ancora identificata, e gli investigatori non escludono alcuna pista, sebbene la ferocia del gesto – la decapitazione – renda predominante l’ipotesi dell’omicidio.
I rilievi della scientifica e il contesto del ritrovamento vicino alle scuole
Le operazioni di sopralluogo, protrattesi per diverse ore, si sono concentrate nell’area verde dell’ex Cnr, uno spazio che il comune aveva in animo di riqualificare per realizzarvi un parco urbano della biodiversità, e che invece, complice il parziale abbandono e la presenza di fabbricati fatiscenti, era divenuto rifugio di senzatetto e teatro, in passato, di episodi di microcriminalità. Sono stati probabilmente proprio alcuni clochard, che frequentano la zona, ad allertare i soccorsi, ritrovandosi davanti a una scena di una violenza inaudita: un cadavere femminile mutilato della testa, una circostanza, questa, che costringe gli inquirenti a procedere con estrema cautela nella ricostruzione della dinamica, setacciando palmo a palmo il terreno alla ricerca dell’arma del delitto e di altri frammenti utili alle indagini. La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti, e i militari dell’Arma stanno visionando le immagini degli eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, nella speranza di ottenere elementi utili a risalire all’identità della donna, delle cui generalità, allo stato, non si sa nulla, e a chi possa averle tolto la vita in modo tanto efferato.
La sindaca Claudia Sereni e la reazione della città davanti a un delitto che scuote la comunità
L’eco della scoperta ha rapidamente varcato i confini del quartiere, attirando sul posto una folla di curiosi che, dietro le transenne, ha assistito alle concitate fasi del lavoro degli specialisti della scientifica, mentre la notizia si diffondeva in città, risvegliando antiche paure legate ai delitti del passato. La sindaca Claudia Sereni, pur astenendosi da commenti sull’inchiesta in corso, ha espresso a nome dell’amministrazione comunale un profondo sgomento, definendo quanto accaduto un “fatto che allarma”, e rinnovando la piena fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, cui spetta il compito di fare luce su questa tragedia. Il delitto, per la sua efferatezza, presenta analogie con quanto accaduto in altre zone d’Italia, ma gli investigatori, al momento, mantengono un profilo basso, evitando di fornire dettagli che possano compromettere le indagini, mentre il sostituto procuratore Falcone valuta i prossimi passi da compiere, in attesa dei risultati dell’autopsia che sarà disposta nelle prossime ore.
Le indagini a tutto campo e la difficile identificazione della vittima decapitata
I carabinieri, coordinati dalla procura di Firenze, stanno lavorando senza sosta per dare un nome alla donna e ricostruire le sue ultime ore di vita, un compito reso ancora più complesso dalla mancanza del capo, che potrebbe aver celato, nelle intenzioni dell’assassino, proprio il tentativo di ritardare l’identificazione della vittima e, di conseguenza, la ricostruzione dei suoi rapporti personali. Gli investigatori stanno passando al setaccio le segnalazioni di persone scomparse nelle ultime settimane nell’area metropolitana fiorentina, incrociando i dati e sperando che un tratto distintivo, un indumento o un oggetto ritrovato sul posto possa fornire la prima, decisiva svolta alle indagini, che al momento procedono battendo tutte le piste, da quella del delitto maturato in ambienti noti alla vittima a quella di un gesto compiuto da uno sconosciuto. La zona dell’ex Cnr, un tempo sede di uffici e laboratori di ricerca e oggi luogo di frontiera tra l’abbandono e la riqualificazione, è diventata così il cuore di un’inchiesta complessa e delicata, destinata probabilmente a protrarsi nel tempo e sulla quale, nelle prossime ore, potrebbero emergere nuovi e significativi sviluppi.




