Lo spread chiude in lieve calo, l'Italia attende il giudizio di Moody's

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La giornata di scambi sui mercati finanziari si è conclusa con un lieve miglioramento per i titoli di Stato italiani, i quali, dopo un'avvio di seduta caratterizzato da una sostanziale stabilità, hanno registrato un contenuto ma significativo rafforzamento. Lo spread tra il Btp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata, che aveva aperto le contrattazioni senza scostamenti rispetto alla chiusura precedente, attestandosi a 75 punti base, ha infatti chiuso la sessione a 74 punti, segnando quindi un calo di un'unità. Un movimento analogo ha interessato il rendimento del titolo italiano, che è sceso al 3,45%, abbandonando il livello del 3,46% registrato in chiusura venerdì e in apertura oggi, andando così a eguagliare, in un'insolita convergenza, il rendimento offerto dai titoli francesi.

L'attenzione si sposta sul giudizio di Moody's

Mentre i listini elaboravano questi dati tecnici, l’orizzonte degli investitori era già proiettato verso un appuntamento di ben altra portata, quello con l’esame del debito italiano da parte dell’agenzia di rating Moody’s. Come ha spiegato il Country Head Italia di NS Partners, Giacomo Calef, il Paese si presenta a questo cruciale scrutinio con un rating di Baa3, il livello più basso nella scala di giudizio investment grade, ma con un “outlook positivo”, che costituisce il presupposto formale per un potenziale upgrade. Secondo l’analisi dell’esperto, il miglioramento della prospettiva rifletterebbe, da un lato, una rinnovata fiducia nella gestione dei conti pubblici e, dall’altro, una percezione di maggiore stabilità politica, elementi che, combinandosi, hanno creato un terreno favorevole.

Il percorso di rientro dal deficit eccessivo

Un fattore determinante, in questo contesto, è rappresentato dall’evoluzione del disavanzo pubblico, il cui rapporto con il Prodotto Interno Lordo, come sottolineato dall’esperto, si starebbe progressivamente avvicinando alla soglia del 3%. Questo percorso virtuoso, che si sta compiendo non senza fatica, permetterebbe al nostro paese di avviare un’uscita graduale dalla procedura di infrazione per disavanzo eccessivo, un’evenienza che, se confermata, verrebbe interpretata dai mercati come un segnale di solidità e di ritrovato rigore di bilancio. La possibile revisione al rialzo del giudizio sull’affidabilità creditizia dell’Italia rappresenta dunque il vero banco di prova per la tenuta dello spread nei prossimi giorni.

Il contesto internazionale e gli altri appuntamenti

Sullo sfondo di queste dinamiche prettamente nazionali, non sono mancati gli eventi di rilievo internazionale che hanno contribuito a delinearne il quadro complessivo. Di particolare importanza si è rivelata la presentazione, da parte del commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis, delle previsioni economiche d’autunno della Commissione Ue, documenti che offrono una fotografia aggiornata delle prospettive di crescita del continente. Contemporaneamente, l’attenzione è stata catalizzata dall’attesa per i conti trimestrali di colossi tecnologici come Nvidia, i cui risultati hanno un impatto rilevante sull’umore degli investitori globali, e dalla presentazione dei nuovi obiettivi strategici di Deutsche Bank, un istituto che, per la sua dimensione, funge da termometro della solidità del settore bancario europeo.

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