West Nile in Campania: nuovi casi sospetti tra Salerno e il litorale casertano, allerta in crescita

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Mentre la Campania continua a fare i conti con la diffusione del virus West Nile, tre nuovi casi sospetti sono stati segnalati lungo il litorale casertano, tutti ricoverati all’ospedale di Aversa in attesa della conferma diagnostica. A questi si aggiunge un quarto paziente, ospedalizzato oggi al Ruggi di Salerno con sintomi neuroinvasivi, il cui esito dei test è atteso per domani. Se confermato, il caso salernitano aprirebbe un nuovo fronte epidemico, distinto dal cluster già accertato a Baia Domizia, dove si sono concentrati la maggior parte degli otto casi finora registrati in zona: uno dimesso, quattro in condizioni gravi, uno molto grave e due stabili.

La situazione, che desta preoccupazione per la possibile espansione del virus, si inserisce in un contesto nazionale dove l’allarme West Nile è tornato alla ribalta dopo il decesso di Filomena Di Giovangiulio, 82enne originaria di Nerola ma in vacanza a Fondi, colpita dall’infezione trasmessa dalle zanzare. A Latina, dove si è verificato l’episodio fatale, sono state disposte disinfestazioni straordinarie, mentre la sindaca Matilde Celentano ha annunciato un incontro con i primi cittadini dei comuni limitrofi per coordinare le misure di contenimento.

«La presenza del West Nile in Italia non è una novità, ma manca ancora una consapevolezza adeguata nella popolazione», spiega Maria Triassi, docente di Igiene e presidente della SISPeD. «Il virus, veicolato principalmente dalla zanzara Culex, trova condizioni sempre più favorevoli a causa dei cambiamenti climatici, che ne estendono il periodo di attività». La crescita dei casi, del resto, non riguarda solo la Campania: nel Lazio, oltre al decesso di Latina, si contano due nuove infezioni, mentre in Veneto, a partire da metà luglio, sono quattro i contagi accertati.

«È un’infezione che abbiamo già affrontato in passato», sottolinea Alessandro Perrella, direttore dell’UOC di Infettivologia del Cotugno di Napoli, riferendosi alla necessità di monitorare le zone umide e costiere, particolarmente esposte alla proliferazione del vettore. I sintomi, che vanno dalla febbre alta a manifestazioni neurologiche come rigidità nucale e sopore, richiedono attenzione immediata, soprattutto tra anziani e immunodepressi, più vulnerabili alle complicanze.

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