Tragedia ad Ascoli Piceno, due senza fissa dimora trovati morti in una tenda: si indaga sulle cause del decesso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il quartiere di Borgo Solestà, ad Ascoli Piceno, è stato teatro nella mattinata di sabato 21 febbraio di un dramma che ha scosso la città: due persone, un uomo e una donna di età apparentemente compresa tra i 30 e i 40 anni, sono state rinvenute prive di vita all'interno di una tenda montata sull'argine del fiume Tronto, a poche centinaia di metri dal cimitero civico -2-3. L'allarme è scattato dopo la segnalazione di un'altra persona senza fissa dimora, la quale, insospettita dall'assenza di movimento, ha contattato i soccorsi -1. Sul posto, in una zona impervia che costeggia via San Serafino da Montegranaro e dove da tempo alcune persone in condizioni di indigenza trovano riparo, si è precipitata una fitta schiera di mezzi di soccorso e forze dell'ordine: i carabinieri, agenti della Squadra Mobile e della Scientifica, i vigili del fuoco e il personale del 118 con diverse ambulanze -2-3.

All'arrivo dei sanitari, per la coppia non c'era ormai più nulla da fare. Secondo i primi accertamenti medico-legali, il decesso risalirebbe a diverse ore prima del ritrovamento, probabilmente nel corso della notte -1-3. Un particolare che ha profondamente colpito gli investigatori e i soccorritori è stata la presenza di un cane, fedele compagno dei due, che è stato trovato ancora vivo accanto ai corpi dei padroni, quasi a volerli vegliare in attesa dei soccorsi -3. L'area è stata immediatamente isolata con transenne per consentire ai rilievi del caso da parte della polizia scientifica, in modo da ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e le cause che hanno portato a questa duplice tragedia -1.

Le prime ispezioni del medico legale, giunto sul posto per la ricognizione cadaverica, hanno escluso in via preliminare che si tratti di una morte violenta: non sarebbero stati riscontrati segni evidenti di aggressione o lesioni sui corpi dell'uomo e della donna -2. L'ipotesi al momento ritenuta più probabile dagli inquirenti è quella di un decesso accidentale, legato alle esalazioni di una stufetta a combustione, verosimilmente utilizzata dalla coppia per riscaldarsi all'interno della tenda durante le rigide temperature notturne -1. Gli investigatori, come riportato da alcune fonti locali, mantengono tuttavia il massimo riserbo e non escludono di approfondire altre piste, compresa quella che potrebbe ricondurre a problemi di salute pregressi o all'uso di sostanze, in attesa dell'autopsia che sarà quasi certamente disposta dalla Procura di Ascoli -3-5.

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