Trump allenta i dazi alla Cina dopo le pressioni di Wall Street e della grande distribuzione
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Redazione Economia
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Le pressioni esercitate dagli investitori di Wall Street, dai membri della squadra economica e dai vertici della grande distribuzione statunitense hanno spinto Donald Trump a rivedere la propria posizione sui dazi imposti alla Cina, aprendo a una possibile riduzione delle tariffe che, in alcuni casi, potrebbero essere dimezzate. «Stabiliremo i dazi per la Cina nelle prossime due o tre settimane», ha annunciato il presidente americano, sottolineando l’esistenza di un «contatto diretto» tra Washington e Pechino per raggiungere un accordo commerciale.
Mercoledì, la prima apertura di Trump aveva già ridato slancio alle Borse, ma le parole del segretario al Tesoro, Bessent, hanno frenato gli entusiasmi: «Gli Stati Uniti non hanno ancora parlato con la Cina di dazi», ha precisato, escludendo qualsiasi riduzione unilaterale. Intanto, l’export cinese segna un crollo del 64%, mentre i dazi attuali – il 145% per gli Usa e il 125% per Pechino – vengono considerati «equivalenti a un embargo».
Trump, da parte sua, mantiene una linea dura: «Dipende da loro», ha dichiarato, riferendosi alla Cina, e ribadendo che non ci sono negoziati formali in corso, ma solo contatti operativi. Pechino, dal canto suo, rifiuta qualsiasi vertice prima di progressi concreti a livello tecnico. Nonostante la rigidità delle posizioni, il presidente americano ha mostrato segnali di flessibilità, soprattutto dopo gli avvertimenti dei ceo di Walmart e Target, che hanno messo in guardia sugli effetti negativi dei dazi per i consumatori e le catene di approvvigionamento.




