Laura Bonafede condannata a 11 anni per associazione mafiosa
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Laura Bonafede, insegnante di Campobello di Mazara e figlia del boss mafioso Leonardo Bonafede, è stata condannata a 11 anni e 4 mesi di carcere dal gup di Palermo, Paolo Magro, per associazione mafiosa. La donna, legata sentimentalmente al capomafia Matteo Messina Denaro, avrebbe favorito per anni la latitanza del boss, mantenendo i suoi contatti con Cosa Nostra. Inizialmente imputata per favoreggiamento, l'accusa è stata poi modificata in associazione mafiosa per il ruolo attivo che la Bonafede avrebbe avuto nel contesto mafioso.
Secondo l'accusa, Laura Bonafede sarebbe stata uno dei perni intorno al quale ha ruotato l'intero periodo di clandestinità di Matteo Messina Denaro, già a partire dagli anni Novanta. La maestra, infatti, avrebbe mantenuto i contatti tra il boss e l'organizzazione mafiosa, garantendo così la sua protezione e la sua capacità di sfuggire alle forze dell'ordine. Durante il processo, la Bonafede ha cercato di difendersi, provando a smentire il suo ruolo di donna di mafia e tradendo l'imbarazzo per la sua relazione extraconiugale.
Oltre alla condanna a 11 anni e 4 mesi di carcere, Laura Bonafede è stata interdetta dai pubblici uffici e dovrà risarcire i Comuni di Castelvetrano e Campobello di Mazara con 25.000 euro ciascuno. Inoltre, dovrà pagare 10.000 euro al Ministero dell'Istruzione e alla Presidenza della Regione, e 3.000 euro ciascuno al centro studi "Pio La Torre", all'associazione antimafia "Antonino Caponnetto", all'associazione antiracket di Trapani e all'associazione "Codici Sicilia".
La sentenza rappresenta un duro colpo per la rete di protezione che ha permesso a Matteo Messina Denaro di rimanere latitante per così tanto tempo.




