Matteo Messina Denaro: vita da latitante e rapporto con la figlia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Matteo Messina Denaro, noto boss di Castelvetrano, ha vissuto per 30 anni come un latitante, ma quasi come se fosse un uomo libero. Non sapremo mai se prima o poi si sarebbe pentito, perché è morto qualche mese dopo essere stato arrestato. Tuttavia, l'ipotesi di collaborare con gli inquirenti, seppur remota, non sembrava averla esclusa a priori. «Mai dire mai», diceva Messina Denaro lo scorso 7 luglio nel primo interrogatorio dopo la cattura.

Il rapporto con la figlia Lorenza

Nel suo ultimo interrogatorio del 7 luglio, Messina Denaro ha rivelato che è stata la figlia Lorenza Alagna a chiedere, dopo il loro incontro in carcere, di avere il cognome del padre. "L'ha chiesto lei, non gliel'ho chiesto...", ha detto Messina Denaro.

Vita da latitante

Messina Denaro ha ammesso di non aver trascorso la latitanza solo a Campobello di Mazara (Trapani) ma anche nel capoluogo siciliano: "A Palermo facevo una vita libera come quella di Campobello", ha dichiarato rispondendo ai pm di Palermo Paolo Guido, Gianluca De Leo e Pierangelo Padova, che lo hanno interrogato il 7 luglio scorso nel supercarcere dell'Aquila. Ha vissuto senza limiti, con tanti amici e frequentazioni non solo nell'ambiente di mafia.

Laura Bonafede, l'amante di Messina Denaro

Le dichiarazioni di Messina Denaro sono state depositate ieri all'udienza preliminare che vede imputata la sua amante, Laura Bonafede. Nonostante la sua vita da latitante, Messina Denaro ha mantenuto una rete di relazioni e contatti, tra cui la sua relazione con Bonafede.

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