Tragedia sul lavoro a Settimo Torinese, corriere di 64 anni muore schiacciato tra due camion
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Redazione Interno
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Un pomeriggio di ordinaria amministrazione, nel deposito logistico di Settimo Torinese, si è trasformato in una scena di drammatica fatalità. Antonio Gala, corriere di 64 anni originario di Vauda Canavese e da tempo conosciuto a San Francesco al Campo, ha perso la vita nel primo pomeriggio di oggi, 26 giugno, all'interno della sede Brt Depot del gruppo Bartolini, in via Niccolò Paganini. La sua esistenza si è infranta contro la forza bruta di due mezzi pesanti, in un incidente che riporta alla luce le crepe di un sistema della sicurezza ancora troppo spesso tragicamente eluso.
La dinamica dell'incidente
Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri della Tenenza di Settimo Torinese e della Compagnia di Chivasso, la dinamica appare terrificante nella sua semplicità. Gala, dipendente della società Utm con sede al Sito Interporto di Rivalta di Torino, si trovava nello spiazzo per le consuete operazioni di carico e scarico quando il suo stesso autocarro, secondo i primi accertamenti lasciato senza il freno di stazionamento inserito, si è mosso improvvisamente.
Il mezzo pesante lo ha schiacciato contro un altro autocarro che stava transitando in quel momento, un impatto contro il quale non c'è stata possibilità di scampo. I sanitari del 118 di Azienda Zero, giunti sul luogo insieme ai vigili del fuoco, hanno potuto soltanto constatare il decesso del lavoratore, sopraggiunto praticamente sul colpo per i gravi traumi riportati.
Le indagini e le ipotesi al vaglio
Gli inquirenti stanno ora cercando di fare piena luce sull'accaduto; le indagini sono state affidate agli ispettori dello Spresal dell'Asl To4, che dovranno determinare con esattezza la sequenza dei fatti. Tra le ipotesi al centro dell'attenzione, spicca quella della mancata attivazione del freno a mano, una negligenza che, se confermata, trasformerebbe l'incidente in una tragedia evitabile. Gli accertamenti tecnici, tuttavia, sono ancora in corso e dovranno chiarire anche se il movimento improvviso del mezzo sia stato causato da un errore umano o da un eventuale guasto meccanico.
I militari stanno inoltre verificando il rispetto delle norme di sicurezza all'interno del grande polo logistico, un aspetto che sarà cruciale per l'eventuale accertamento di responsabilità.
Le reazioni del mondo sindacale e politico
L'ennesima vita spezzata in un luogo di lavoro ha suscitato dure reazioni da parte delle organizzazioni sindacali e della politica locale. La segretaria generale della Uil Piemonte, Chiara Maffè, ha espresso profondo cordoglio ma anche una dura condanna, definendo "inaccettabile l'inarrestabile sequenza di morti sul lavoro" che in Piemonte, nei primi quattro mesi dell'anno, ha già raggiunto il numero di 23 vittime, di cui ben 10 nella sola provincia di Torino.
Dalla Cgil e dalla Filt Piemonte, i segretari Sarah Pantò e Giuseppe Santomauro hanno sottolineato l'amarezza per una tragedia che forse si poteva prevenire, domandandosi come sia possibile che un'azienda come Brt non abbia ancora adottato sistemi di sicurezza ormai diffusi, come il freno di stazionamento automatico.
Anche l'esponente di Avs, Alice Ravinale, ha sollevato il tema delle condizioni climatiche, ricordando come il corriere, nonostante l'età avanzata, fosse al lavoro nelle ore centrali della giornata, in piena emergenza caldo, nonostante le ordinanze anti caldo emanate dalla Giunta regionale.
La posizione dell'azienda
In una breve nota ufficiale, BRT ha fatto sapere di essere "vicina alla famiglia di Antonino Gala" e di aver avviato immediatamente verifiche interne sull'accaduto. L'azienda ha inoltre precisato di stare collaborando attivamente con l'autorità giudiziaria per far piena luce sulla dinamica, assicurando che, per rispetto della famiglia, non rilascerà ulteriori informazioni fino al termine degli accertamenti.
L'episodio di Settimo Torinese si aggiunge a una scia di tragedie simili che hanno recentemente colpito il settore dei trasporti in Piemonte, riaccendendo i riflettori su un tema che, nonostante le promesse, continua a mietere vittime nelle pieghe di un lavoro che si vorrebbe sempre più sicuro.




