Alpinisti italiani scomparsi in Nepal, due corpi recuperati e due dispersi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La montagna himalayana ha nuovamente mostrato il suo volto più severo, mietendo vittime tra gli alpinisti italiani. La Farnesina ha confermato la scomparsa di quattro connazionali, coinvolti in due distinti e tragici incidenti. Due di loro, Alessandro Caputo e Stefano Farronato, hanno perso la vita sul Panbari Himal, a quasi settemila metri di quota, mentre un altro alpinista, originario di Pinerolo, che li accompagnava era sceso a valle per un malore prima che la tragedia si consumasse. I loro corpi, come è stato riferito, sono stati ritrovati in tenda, schiacciati da due metri di neve mentre dormivano. Parallelamente, nelle stesse ore, un'altra valanga si è abbattuta sullo Yalung Ri, dove risultano dispersi Paolo Cocco e Marco Di Marcello.

Il videomessaggio prima della partenza

Proprio di Cocco e Di Marcello rimane una struggente testimonianza, un videomessaggio diffuso pochi giorni prima della loro sparizione. “Buongiorno a tutti, oggi è 27 ottobre e stiamo mandando questo messaggio da Kathmandu e stiamo per partire per la via delle montagne a provare a tentare a fare la prima salita italiana al Dolma Khang”, dichiaravano i due, visibilmente carichi e determinati. Nel filmato, i quali ringraziavano anche il presidente nazionale e quello della sezione di Teramo, nonché il padre di uno di loro, concludevano con un “in qualche modo ci faremo sentire”, che oggi suona come un'eco amara del destino che li ha poi travolti.

Il profilo delle vittime accertate

Tra le vittime certe della prima spedizione, Stefano Farronato, cinquantenne di Bassano del Grappa, aveva eletto l'esplorazione estrema a ragione di vita, definendosi egli stesso «arboricoltore e appassionato di spedizioni in ambienti estremi». Con lui, in cordata, c'era Alessandro Caputo, la cui figura si delinea, assieme a quella di altri coinvolti, come quella di un gruppo variegato per estrazione – c'è chi faceva l'arboricoltore e chi lo studente in legge – ma unito da una profonda competenza e da un'amore viscerale per la montagna.

La dinamica degli eventi tragici

Le operazioni di soccorso, complicate dalle condizioni proibitive dell'ambiente himalayano, hanno permesso di ricostruire almeno in parte la dinamica degli eventi. Sul Panbari Himal, la spedizione era stata colta nel sonno da una valanga di straordinaria potenza, che ha seppellito la tenda in cui riposavano Farronato e Caputo. La slavina che ha investito Cocco e Di Marcello sullo Yalung Ri, invece, li ha sorpresi durante il loro tentativo di aprire una nuova via, un'impresa che richiedeva, oltre a una tecnica impeccabile, anche una conoscenza profonda di quei luoghi remoti e impervi.

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