Meloni al vertice dei 'volenterosi': "No a invio di truppe in Ucraina, fiducia in Trump per cessate il fuoco"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Durante il vertice dei Paesi 'volenterosi', convocato in videoconferenza dal premier britannico Keir Starmer, la premier Giorgia Meloni ha ribadito la posizione dell’Italia: l’invio di truppe europee in Ucraina rappresenterebbe "una soluzione molto complicata e poco efficace", una strada che il governo italiano non intende percorrere. La linea di Meloni, emersa chiaramente nel corso dell’incontro, punta a mantenere unità tra le due sponde dell’Atlantico, affidandosi alla mediazione del presidente Usa Donald Trump, che ha già avviato un canale di dialogo con la Russia.

Il vertice, tenutosi ieri, sabato 15 marzo, ha visto la partecipazione di leader di 26 Paesi, tra europei e non, uniti nell’obiettivo di garantire sicurezza a Kiev. Starmer, da parte sua, ha annunciato l’intenzione di passare alla fase "operativa" del piano, che prevede, tra l’altro, una missione di peacekeeping da dispiegare in Ucraina una volta cessate le ostilità. Tuttavia, la proposta, seppur discussa, lascia aperte numerose incognite, a partire dalla reale disponibilità dei Paesi coinvolti a inviare truppe a terra.

Meloni, presente alla riunione dopo qualche esitazione, ha chiarito senza ambiguità che l’Italia non parteciperà a un eventuale dispiegamento militare. La premier, in bilico tra le pressioni di Starmer e la fiducia riposta nella mediazione di Trump, sembra voler privilegiare una via diplomatica, puntando sulla proposta di tregua avanzata dall’amministrazione Usa e già accettata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Intanto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto a Gorizia per ricevere il premio Santi Ilario e Taziano, ha lanciato un messaggio di pace, sottolineando la necessità di "costruire un futuro di pace in Europa". Un richiamo che risuona con particolare forza nel contesto attuale, caratterizzato da tensioni internazionali e da un conflitto che, nonostante i tentativi di mediazione, non accenna a placarsi.

La posizione italiana, dunque, si distingue per una cautela che riflette non solo considerazioni strategiche, ma anche la complessità di uno scenario in cui ogni mossa rischia di avere ripercussioni imprevedibili. Mentre Starmer preme per un’accelerazione delle operazioni, Meloni sembra preferire una linea più prudente, nella speranza che la diplomazia possa ancora offrire una via d’uscita.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.