La resa dei conti tv del primo giugno: Ulisse batte i Cesaroni per un soffio, tiene banco l’approfondimento

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il primo lunedì di giugno, quello che per molti segna l’ingresso nel vivo dell’estate televisiva, ha regalato una delle sfide più equilibrate delle ultime settimane, con il picco di tensione registrato intorno alle 21.30 quando Rai 1 e Canale 5 si sono date battaglia sul filo dei centomila spettatori. Da una parte, la replica di Ulisse - Il piacere della scoperta, il programma divulgativo condotto da Alberto Angela che ha scelto di raccontare Leonardo da Vinci come “genio universale” per tenere incollati al divano 2.214.000 telespettatori, pari al 16,4% di share; dall’altra, l’attesissima ultima puntata de I Cesaroni - Il Ritorno, la fiction targata Mediaset che ha salutato (almeno per ora) il pubblico con 2.186.000 spettatori e un 16,3% di share, mancando la rimonta proprio sul gong. Una distanza minima, insomma, che però premia la cultura generalista sulla nostalgia di famiglia, anche se il dato più interessante resta la tenuta di entrambe le audience di fronte a un’offerta tanto diversificata.

Il podio degli inseguitori e il sorpasso dell’attualità su Rete 4

Se il vertice della classifica ha visto un testa a testa serrato, lo sguardo dell’analisi deve spostarsi subito dopo per cogliere le contro-tendenze: il gradino più basso del podio, infatti, non è andato a un film o a una serie straniera, bensì a un talk show di approfondimento. Quarta Repubblica, l’appuntamento condotto da Nicola Porro su Rete 4, ha infatti raccolto 803.000 spettatori con un 7,1% di share, scalzando agilmente le proposte di intrattenimento puro degli altri canali.

Un risultato che conferma una certa fame di attualità – in quella puntata si parlava di tensioni Russia-Europa, di sprechi nell’emergenza Covid e dei nuovi sviluppi sul caso Garlasco – e che trasforma il lunedì sera in un’ulteriore trincea per il giornalismo di inchiesta. Alle spalle di Porro, ma a una distanza siderale, si piazzano Italia 1 con il film d’azione Attacco al potere - Paris Has Fallen (779.000 spettatori, 5,8%) e Rai 2 che con The Unknown - Fino all’ultimo bivio si ferma a 758.000 spettatori e al 5,3%.

Le sorprese minori e il flop silenzioso dell’access prime time

Scendendo ancora nella griglia della prima serata, emergono quei particolari che spesso la semplice classifica nasconde: su La7, ad esempio, la replica de La Torre di Babele è stata scelta da 694.000 spettatori (4,3%), una nicchia fedele ma numericamente lontana dal carrozzone dei big; su Rai 3, invece, l’appuntamento con Newsroom ha toccato quota 432.000 spettatori (3,3%), confermando la difficoltà della terza rete a imporsi in questa fascia oraria con un prodotto giornalistico.

Tuttavia, il vero termometro della serata, quello che spesso influenza la scelta del film o del varietà successivo, è l’access prime time. E anche lì, curiosamente, si è consumata una resa dei conti parallela: Affari Tuoi con Stefano De Martino ha infatti totalizzato 4.153.000 spettatori (26,1%), superando per un soffio La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti che si è fermata a 3.817.000 (23,8%).

Un dato, quest’ultimo, che restituisce l’idea di un pubblico sempre più diviso tra abitudine e innovazione, tra il meccanismo classico del game show e la spettacolarizzazione del quotidiano.

Un lunedì di transizione: la replica che batte l’originale

A rendere ancora più singolare il quadro di questi ascolti, però, è la natura stessa del programma vincitore: trattandosi di una replica, il fatto che abbia superato l’ultima, attesissima puntata di una fiction così amata come I Cesaroni (che tornava dopo dieci anni di assenza) parla chiaro del potere del formato divulgativo di Alberto Angela, capace di rigenerare interesse anche senza inediti.

I Cesaroni, dal canto loro, hanno chiuso questa settima stagione con un dato onorevole ma non trionfale, lasciando aperta (per ora senza conferme) l’ipotesi di un’ottava stagione. In mezzo a questi due titani, resistono le programmazioni di servizio: menzione a parte, infine, per il dato delle reti minori che, pur lontane dai riflettori, riescono comunque a ritagliarsi la loro porzione di torta, dimostrando che la televisione generalista non è ancora morta, ma si è semplicemente frammentata in tante piccole guerre quotidiane.

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