Chiese cristiane di Gerusalemme: un appello alla fine della violenza e alla protezione dei civili
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Redazione Esteri
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La condanna degli attacchi aerei israeliani contro la chiesa ortodossa di San Porfirio a Gaza è stata netta. Il bilancio è pesante: 18 morti, tra cui nove bambini. Le chiese cristiane si impegnano a non venire meno al "sacro e morale dovere di offrire assistenza" e lanciano un appello alla comunità internazionale affinché protegga i luoghi di rifugio e proclami un cessate il fuoco umanitario per aiutare le centinaia di migliaia di civili sfollati a Gaza.
Ghassan Abu-Sittah, chirurgo plastico inglese di origini palestinesi, racconta la disperazione degli ospedali di Gaza: "La situazione è disperata, stamattina sono sceso a prendere dell'aceto al negozio all'angolo e lo userò per curare le ferite dei pazienti e prevenire le infezioni, visto che abbiamo finito gli antisettici. Negli ospedali manca tutto e il sistema sanitario non sarà in grado di farcela".
Anche prima dell'esplosione che questa settimana ha colpito l'ospedale Al-Ahli, il sistema sanitario della Striscia di Gaza era già sull'orlo del collasso. Dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas sono stati dichiarati morti almeno 3.700 palestinesi e si stima che altri 12mila siano rimasti feriti, stando al Ministero della salute di Gaza. Il sistema sanitario dell'enclave palestinese ha dovuto gestire un enorme afflusso di pazienti in condizioni d'emergenza, facendo allo stesso tempo i conti con le conseguenze dei bombardamenti e dell'interruzione ad acqua e corrente.




