L’Alpine firma la doppietta nelle Libere 2, Ferrari detta il passo nella sessione mattutina a Spa
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Redazione Sport
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Nel crepuscolo della prima giornata di prove libere sul circuito di Spa-Francorchamps, valevole per il secondo round del FIA World Endurance Championship, è stata la scuderia francese a imporre il proprio ritmo, replicando lo schema tattico già ammirato a Imora e rispondendo colpo su colpo alla rivale di Maranello. È infatti Jules Gounon, alla guida dell’Alpine n. 36, a siglare la prestazione più convincente nella sessione pomeridiana (FP2), facendo segnare un crono di 2 minuti e 1 secondo e 816 millesimi. Una prestazione, la sua, che ha messo in fila una concorrenza agguerrita: alle sue spalle, seppur a meno di tre decimi di distanza, si è piazzato il compagno di marca Charles Milesi, completando così una doppietta che proietta il marchio francese in una posizione di forza in vista delle qualifiche.
La risposta della casa della spiga, con le BMW e le Aston Martin a far da spettatrici, non si è fatta attendere
Se le due Alpine hanno dominato la scena, le dirette inseguitrici non hanno certo deluso le aspettative, dimostrando un potenziale di giro secco non indifferente. La BMW n. 20, con Sheldon van der Linde al volante, ha strappato il terzo tempo, mentre la Aston Martin n. 009, guidata da Alex Riberas, ha chiuso in quarta piazza. Più staccata, invece, la Rossa di Maranello: nella FP2 la Ferrari n. 50, che pure era apparsa in gran forma al mattino, ha dovuto accontentarsi della sesta posizione, a dimostrazione di quanto il bilanciamento delle prestazioni in Hypercar sia un rebus ancora tutto da decifrare. Una bandiera rossa, esposta a metà della sessione a causa di alcuni detriti sparsi sul tracciato in corrispondenza della curva ‘Les Combes’, ha interrotto momentaneamente le operazioni. Poco prima, era stato Tom Van Rompuy a fermare la propria Lexus-ASP alla ‘Bus Stop’ (ma riuscendo comunque a rientrare ai box dopo la perdita di una ruota), un inconveniente che ha costretto la direzione gara a un intervento di pulizia dell’asfalto.
La Ferrari detta il passo nella FP1, con l’Aston Martin a inseguire sotto il cielo grigio delle Ardenne
La mattinata belga, caratterizzata da un asfalto ancora umido e temperature decisamente fresche per il periodo, aveva però raccontato una storia parzialmente diversa, consegnando il predominio alla casa italiana. Nella prima sessione di prove libere, della durata di novanta minuti, è stata la Ferrari 499P n. 50 a fare da mattatrice. Antonio Fuoco, sfruttando al meglio le caratteristiche del tracciato, ha piazzato un giro secco in 2 minuti, 2 secondi e 955 millesimi, un crono che gli ha permesso di rifilare ben cinque decimi e mezzo di distacco all’Aston Martin n. 009 di Alex Riberas. Un divario, quest’ultimo, che appare significativo già in una fase di assestamento come quella del mattino, dove solitamente i team si concentrano più sulla messa a punto che sulla caccia al tempo.
Alle spalle del duo di testa si è inserita con decisione l’Alpine n. 36, guidata da Fred Makowiecki, che ha chiuso a ridosso dell’Aston Martin con un distacco di pochissimi millesimi. Per vedere un'altra vettura di Maranello, però, bisogna scorrere la classifica fino alla quarta piazza, dove spicca il nome di Robert Kubica. Il polacco, in sella alla Ferrari n. 83 del team AF Corse, ha preceduto la seconda Alpine ufficiale (la n. 35) completando un quintetto di testa di altissimo livello, che lascia presagire una battaglia serrata per la vittoria finale di domenica. Le due Toyota, vincenti a Imola, hanno invece vissuto una sessione interlocutoria, lontane dai vertici della tabella dei tempi.
Il duello italo-francese si riaccende sulle rive del Santerno, con le rosse a caccia della rivincita
La tensione tra i due colossi dell’endurance, peraltro, non è certo una novità per gli addetti ai lavori, bensì la diretta conseguenza di quanto accaduto poco più di tre settimane fa sul circuito di Imola. In quella prima occasione stagionale, la Ferrari 499P aveva già ampiamente dimostrato di possedere un passo gara micidiale e una affidabilità a dir poco encomiabile, riuscendo a lottare ruota a ruota con la nuova Toyota GR010 Hybrid letteralmente fino all’ultimo centimetro di asfalto. Le libere di Spa non fanno altro che riconfermare il potenziale della vettura italiana, che – sebbene nel pomeriggio abbia lasciato la vetta alla rivale transalpina – ha messo in cascina ottime sensazioni in vista della simulazione di gara.




