Ictus, sei segnali da riconoscere subito: quando chiamare il 112

Ictus, sei segnali da riconoscere subito: quando chiamare il 112
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SALUTE Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Salute Redazione Salute   -   Una persona su quattro rischia di essere colpita da un ictus nel corso della vita, ma riconoscere tempestivamente i sintomi può salvare vite e ridurre le conseguenze della malattia. In occasione della Giornata mondiale dell’ictus del 29 ottobre 2026, la World Stroke Organization richiama l’attenzione su sei segnali d’allarme da non ignorare: asimmetria del volto, debolezza di un braccio, difficoltà nel parlare, perdita improvvisa dell’equilibrio, alterazioni della vista e mal di testa intenso e insolito. La raccomandazione è intervenire immediatamente, chiamando il 112 quando compare anche uno solo di questi disturbi. L’iniziativa internazionale punta a diffondere una maggiore conoscenza dei sintomi, perché il tempo trascorso prima delle cure può influire sulle possibilità di recupero.

I sei sintomi dell’ictus da riconoscere senza perdere tempo

Il volto che si piega da un lato è uno dei segnali più riconoscibili. Per verificare un’eventuale asimmetria, si può chiedere alla persona di sorridere e osservare se un angolo della bocca rimane più basso. Un altro campanello d’allarme è la perdita improvvisa di forza o sensibilità a un braccio: chiedere di sollevare entrambe le braccia può aiutare a individuare una difficoltà evidente. Anche il linguaggio fornisce indicazioni importanti, soprattutto quando le parole diventano confuse, la pronuncia appare insolita oppure la persona non riesce a comprendere una frase semplice.

Esistono poi manifestazioni meno note, che possono essere scambiate per disturbi passeggeri. Una perdita improvvisa dell’equilibrio, la difficoltà a coordinare i movimenti o una sensazione intensa di vertigine possono accompagnare un evento cerebrovascolare. Lo stesso vale per un cambiamento repentino della vista, come l’annebbiamento o la perdita della capacità visiva, e per un dolore alla testa molto forte, diverso dal solito e senza una causa evidente. Non è necessario che tutti i sintomi si presentino insieme: anche un singolo segnale improvviso richiede una valutazione urgente.

Perché ogni minuto conta e cosa fare in emergenza

L’ictus è un’emergenza medica che può verificarsi quando il flusso sanguigno diretto al cervello viene interrotto da un’ostruzione oppure da un’emorragia. La mancanza di sangue e ossigeno danneggia le cellule cerebrali e può provocare conseguenze durature sulla capacità di muoversi, parlare e svolgere le attività quotidiane. Per questo la tempestività è determinante: il Ministero della Salute sottolinea che i trattamenti di riperfusione raggiungono la massima efficacia quando vengono avviati entro una finestra di circa 4,5-6 ore dall’esordio dei sintomi, a seconda delle condizioni cliniche e del trattamento indicato.

In presenza di segnali sospetti bisogna chiamare immediatamente il 112, oppure il 118 dove previsto, senza aspettare che i disturbi passino spontaneamente. È importante non perdere tempo contattando prima il medico di famiglia e non accompagnare autonomamente la persona in ospedale: i soccorritori possono indirizzarla verso una struttura dotata di Stroke Unit, cioè un reparto specializzato nella diagnosi e nella cura dell’ictus. Anche quando le manifestazioni scompaiono dopo pochi minuti, non devono essere sottovalutate, perché un episodio transitorio può rappresentare un campanello d’allarme che necessita di assistenza medica urgente.

Pressione alta e troppo sale: i fattori di rischio da controllare

La prevenzione passa anche dalla capacità di individuare condizioni che aumentano il rischio prima che si verifichi un’emergenza. Tra queste, l’ipertensione arteriosa occupa un posto centrale, ma spesso rimane sconosciuta a chi ne soffre. I dati riportati dall’Istituto superiore di sanità indicano che, nella fascia tra i 35 e i 44 anni, il 72% degli uomini e il 53% delle donne con pressione elevata non sa di avere valori fuori norma. Anche tra le persone che assumono farmaci antipertensivi il controllo non è sempre adeguato: raggiungono valori inferiori a 140/90 mmHg soltanto il 22% degli uomini e il 34% delle donne in trattamento.

Un ulteriore elemento riguarda l’alimentazione, in particolare l’eccesso di sale. In Italia il consumo medio giornaliero è stimato in 9,3 grammi tra gli uomini e 7,1 grammi tra le donne, contro il limite di 5 grammi raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Ridurre il sale, seguire un’alimentazione equilibrata, praticare attività fisica e non fumare sono misure che contribuiscono a contenere il rischio cardiovascolare. È importante anche controllare regolarmente la pressione e rivolgersi al medico per individuare e trattare eventuali condizioni associate, come diabete, alterazioni dei grassi nel sangue e fibrillazione atriale.

In Italia si registrano circa 100.000 nuovi casi di ictus ogni anno e oltre un milione di persone vive con le conseguenze della malattia. Le disabilità possono riguardare il movimento, il linguaggio e le capacità cognitive, ma anche l’equilibrio emotivo e l’autonomia personale. La campagna internazionale del 2026, intitolata “Every M1nute Counts”, invita a imparare i segnali d’allarme e a diffonderne la conoscenza tra familiari e conoscenti, affinché chi assiste a un episodio sappia riconoscerlo e attivare subito i soccorsi.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.