Valli del Pasubio, scivola nel bosco mentre cerca funghi: donna di 66 anni muore davanti al marito

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una mattinata di ricerca dei funghi si è trasformata in tragedia nei boschi dell'Alto Vicentino. Una donna di 66 anni, residente a Valli del Pasubio, ha perso la vita questa mattina, giovedì 1 ottobre 2026, dopo essere scivolata lungo un ripido pendio ed essere ruzzolata per circa cento metri all'interno di un canale.

Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità, la coppia era partita dalla località Spianamenti e si era inoltrata tra gli alberi nei dintorni del Forte Monte Maso.

In un tratto di bosco rado e particolarmente ripido, la sessantaseienne ha perso l'equilibrio, iniziando a ruzzolare lungo il versante fino a scomparire alla vista del marito. L'allarme è scattato attorno alle 9.30.

I soccorsi e il recupero

Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118 e una squadra del Soccorso alpino di Schio, composta da sette operatori. Questi ultimi hanno raggiunto la zona prima con i mezzi e poi a piedi, calandosi dall'alto seguendo le coordinate della posizione. Anche il marito, nel frattempo, era riuscito a raggiungere la donna, ma per lei non c'era più nulla da fare: i traumi riportati nella caduta si sono rivelati fatali.

Per recuperare la salma, i soccorritori hanno dovuto attrezzare una discesa sulla verticale. La barella è stata calata per circa 200 metri fino alla strada sottostante, dove attendevano un'auto medica e il carro funebre. Sul posto erano presenti anche due Carabinieri della stazione di Valli del Pasubio.

La zona teatro della tragedia

Il Forte Monte Maso, nei pressi del quale si è verificato l'incidente, è una fortezza situata in prossimità del confine ottocentesco tra Italia e Austria, presso il valico di Pian delle Fugazze. Costruito tra il 1883 e il 1887, fu il primo forte corazzato realizzato per difendere i nuovi confini del Regno d'Italia dopo l'annessione del Veneto nel 1866. La zona, che durante la Prima Guerra Mondiale fu teatro di operazioni militari di primaria importanza, è oggi caratterizzata da una rete di sentieri e stradine militari che si snodano tra i boschi del massiccio del Pasubio.

I rischi della ricerca dei funghi

L'incidente riporta l'attenzione sui pericoli legati alla raccolta dei funghi, un'attività che secondo gli esperti viene spesso sottovalutata. I dati nazionali del Soccorso Alpino e Speleologico indicano che nel 2024 sono state effettuate 12.063 missioni di soccorso, con cadute e scivolate che rappresentano il 43,2% delle cause degli interventi.

Giuseppe Zandegiacomo Sampogna, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto, ha spiegato in una precedente intervista che il primo pericolo è rappresentato proprio dalla sottovalutazione delle difficoltà. «Andare a funghi nei boschi non è un'attività semplice», ha dichiarato, sottolineando come chi cerca funghi tenda ad allontanarsi dai sentieri e dalle zone più sicure, addentrandosi su terreni impervi e fondi meno battuti.

A questo si aggiunge l'equipaggiamento: gli stivali in gomma, spesso preferiti per protezione dall'umidità e dai morsi delle vipere, non offrono la suola adatta per camminare sul terreno boschivo, rendendo più facile scivolare.

Il profilo dei cercatori scomparsi

Uno studio condotto da Albert Martínez, Angel Blanch e Carles Comas e pubblicato nel 2026 su Transactions in GIS ha analizzato 248 operazioni di ricerca che hanno coinvolto 300 persone disperse in Catalogna tra il 2010 e il 2022. Nel 93% dei casi si trattava di cercatori di funghi. L'età media delle persone ricercate era di circa 66 anni e nell'81,6% dei casi il cercatore risultava disperso da solo, anche quando era partito in compagnia. L'88,4% degli episodi riguardava persone che avevano semplicemente perso l'orientamento.

Nel campione analizzato, il 43% non aveva con sé un cellulare e l'85% non disponeva di geolocalizzazione.

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