Ritrovato il corpo della fungaiatt di 62 anni dispersa sul confine italo-svizzero

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Al quarto giorno di ricerche, il corpo senza vita di Maria Amparo Zanon Gonzalez, la donna di 62 anni residente a Solbiate con Cagno, nel Comasco, è stato individuato questa mattina poco prima delle 11 in zona Alpe Trevino, in territorio svizzero di Lugano. A dare l'annuncio è stata la Polizia cantonale ticinese, che ha operato in collaborazione con le autorità italiane. Il riconoscimento formale è ancora in corso, ma le prime informazioni convergono sull'identità della donna, di origini spagnole, scomparsa domenica mattina mentre era a caccia di funghi insieme al marito in Valle Intelvi.

La dinamica della scomparsa

La coppia era partita di buon'ora per un'escursione in quota, nella zona compresa tra il Bosco Meriggio e le pendici del monte Sighignola, in territorio del comune di Alta Valle Intelvi. Secondo quanto ricostruito, i due coniugi si sono separati percorrendo sentieri diversi, a poca distanza l'uno dall'altro, come spesso accade quando si cerca funghi. A un certo punto, intorno alle 9, il marito — un uomo di 65 anni — ha perso il contatto visivo con la moglie. Dopo averla cercata inutilmente, ha lanciato l'allarme.

Un elemento ha complicato fin da subito le operazioni di soccorso: il telefono cellulare della donna era rimasto nello zainetto del marito, insieme al suo. Questo ha reso impossibile l'utilizzo del sistema Imsi Catcher, lo strumento che aggancia il segnale telefonico e che in molti casi consente di circoscrivere l'area di ricerca di una persona dispersa. Le squadre hanno dunque dovuto procedere esclusivamente con il metodo tradizionale, battendo a piedi un territorio vasto e insidioso.

Quattro giorni di ricerche

Da domenica 13 settembre, decine di uomini e mezzi sono stati impegnati senza sosta nella zona del Meriggio e lungo i pendii della Sighignola, un'area che si estende a cavallo del confine tra la provincia di Como e il Canton Ticino.

Hanno partecipato alle operazioni il Soccorso Alpino e Speleologico con le squadre della Stazione Lario Occidentale-Ceresio, i tecnici del Sagf (Soccorso alpino della Guardia di finanza), i carabinieri di Alta Valle Intelvi, i vigili del fuoco con l'elicottero Drago e l'unità Saf, la Protezione civile della Comunità montana Lario-Intelvese e il Comune di Lanzo d'Intelvi per il supporto logistico.

Sul fronte delle attrezzature, sono stati impiegati droni con termocamera e unità cinofile da ricerca in superficie, mentre i vigili del fuoco hanno utilizzato un drone ad alta definizione. Le ricerche sono state condotte anche con il supporto di un posto di comando avanzato, e in più occasioni si è deciso di estendere il perimetro delle operazioni al versante svizzero, viste le caratteristiche morfologiche della zona e la vicinanza del confine.

Il ritrovamento in territorio elvetico

È stato un elicottero della Rega, il servizio di soccorso aereo elvetico, ad avvistare il corpo questa mattina intorno alle 11, in località Alpe Trevino, già in territorio di Lugano. La Polizia cantonale ha precisato che la donna è rimasta vittima di una caduta di alcune centinaia di metri e che il corpo si trovava a un'altitudine di circa 800 metri. Le cause dell'incidente saranno accertate dall'inchiesta, ma la dinamica appare compatibile con una scivolata lungo un pendio ripido, proseguita fino al fondo di un canalone nelle vicinanze di un corso d'acqua.

La zona in cui è avvenuto il ritrovamento si trova a poca distanza dal punto in cui la donna era stata vista l'ultima volta. L'area del Bosco Meriggio, pur presentando tratti di sottobosco pulito e facilmente percorribile, nasconde a breve distanza salti di roccia e speroni che in passato sono già stati teatro di incidenti anche letali. La conformazione del terreno, con canaloni e corsi d'acqua che scendono verso valle, ha reso particolarmente complesse le operazioni di ricerca, che hanno richiesto l'impiego di squadre specializzate e il coordinamento tra autorità italiane e svizzere.

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