Caso Ronaldo, la federcalcio portoghese prepara il ricorso alla Fifa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Federcalcio portoghese, stando a quanto riportato da fonti giornalistiche locali, starebbe mettendo a punto un formale ricorso alla Fifa con l'obiettivo primario di contenere a una sola giornata la squalifica inflitta a Cristiano Ronaldo in seguito all'espulsione patita durante la trasferta irlandese. L'episodio, che ha privato la sua nazionale del capitano in un match poi perso per due a zero, ha immediatamente innescato un dibattito acceso, non solo oltre confine ma anche in patria, dove al giudizio sul gesto tecnico si sono mescolate critiche severe verso il comportamento del fuoriclasse. La dirigenza federale, la quale non ha mai nascosto il suo sostegno incondizionato al giocatore, sembra dunque intenzionata a percorrere ogni strada legale pur di mitigare le conseguenze disciplinari, conscia dell'importanza di avere il proprio leader a disposizione per l'impegno decisivo contro l'Armenia.

La strategia difensiva su tre pilastri

Il ricorso, che si preannuncia dettagliato e articolato, poggerà la sua struttura argomentativa su tre capisaldi fondamentali, ciascuno dei quali volto a smussare la gravità della sanzione. In primo luogo, gli avvocati della Fpf faranno leva sul cosiddetto "ambiente ostile" che avrebbe caratterizzato l'anticamera della partita, un clima reso teso – a loro dire – da dichiarazioni provenienti dall'ambiente avversario che avrebbero surriscaldato gli animi. A questo si aggiunge la dinamica dell'incidente stesso, ricostruita come un contatto fisico in cui Ronaldo, dopo essere stato a sua volta afferrato, avrebbe reagito in un momento di rabbia istantanea e incontrollata. Terzo, e non meno importante, verrà sottolineata l'assoluta verginità del suo fascicolo disciplinare in nazionale, un curriculum immacolato che, in anni di militanza, non aveva mai conosciuto l'espulsione diretta.

Il ruolo del presidente Proença

Pedro Proença, presidente della Federcalcio portoghese, sta seguendo la vicenda in prima persona, coordinando la stesura della memoria che sarà sottoposta al giudizio della commissione disciplinare della Fifa. La sua vicinanza al capitano non è una novità, ma in questo frangente assume i contorni di una difesa pubblica e istituzionale, tesa a proteggere non solo l'atleta ma anche l'interesse della selezione nazionale. La sua presenza, costante e operativa, segnala l'importanza strategica che Lisbona attribuisce all'esito di questo procedimento, considerato cruciale per le sorti della qualificazione al Mondiale 2026.

Le reazioni in Portogallo

Se l'apparato federale si è chiuso a riccio in difesa del proprio numero sette, lo stesso non si può dire per una parte dell'opinione pubblica e dei media portoghesi, i quali non hanno risparmiato giudizi severi sul suo operato. L'espulsione, definita da alcuni come un "momento di pura follia", ha scoperato un vaso di Pandora di critiche, con commentatori e tifosi che si sono chiesti apertamente se un leader, soprattutto uno del suo calibro, non avrebbe dovuto mostrare maggiore autocontrollo. Qualcuno è arrivato a usare toni ancor più duri, affermando che "dovrebbe vergognarsi" per un gesto considerato egoista e dannoso per la squadra.

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