Terremoto nel Vulture-Melfese: 14 scosse di assestamento sulla costa garganica
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Redazione Interno
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Una sequenza sismica, iniziata ieri sera con una scossa di magnitudo 4.7, ha interessato la costa garganica, nel nord della Puglia, e parte della Basilicata, generando apprensione tra i residenti. L’evento, registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) alle 20:37 di venerdì 14 marzo, ha avuto epicentro in mare, al largo del Gargano, ed è stato seguito da un intenso sciame sismico che ha visto 14 scosse di assestamento, tutte di magnitudo compresa tra 2 e 2.4, protrattesi fino alle 6:03 di questa mattina.
Nonostante l’intensità della scossa principale, che è stata avvertita distintamente in diverse località della provincia di Foggia, tra cui San Nicandro, Lesina e Apricena, non sono stati segnalati danni a persone o cose. La paura, tuttavia, ha spinto molti cittadini a lasciare le proprie abitazioni, soprattutto nei Comuni più vicini all’epicentro, dove il terremoto è stato percepito con maggiore forza. Le autorità locali, tra cui il sindaco di Foggia Matteo Vocale, hanno immediatamente attivato i protocolli di emergenza, coinvolgendo la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine e i volontari AVERS per verificare la stabilità degli edifici e garantire la sicurezza della popolazione.
Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, ha assicurato che la Protezione Civile regionale è già al lavoro per monitorare la situazione, sottolineando che l’evento sismico è da considerarsi distinto dall’attività registrata nei Campi Flegrei, in Campania, dove recentemente si sono verificati fenomeni simili. L’INGV, dal canto suo, ha confermato che si tratta di un’attività sismica tipica della zona, legata alla complessa geologia dell’area garganica, nota per la sua sismicità storica.
Mentre le scosse di assestamento continuano a essere registrate, gli esperti invitano a mantenere la calma, ricordando che eventi di questa entità, seppur spaventosi, rientrano nella normale dinamica geologica della regione. Le operazioni di verifica e monitoraggio proseguono, con particolare attenzione alle aree più esposte, dove potrebbero essersi verificati lievi dissesti, al momento non segnalati.




