Accordo in Bper: ricambio generazionale con 660 assunzioni e percorsi di carriera rinnovati
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Redazione Economia
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Una trattativa serrata, condotta in giornate intense al tavolo del confronto, ha portato a un esito che segna una traiettoria precisa nel panorama del credito cooperativo. Il gruppo Bper Banca, infatti, ha sottoscritto con le organizzazioni sindacali un accordo che, nel gestire un significativo ricambio del personale, punta deliberatamente a tutelare e anzi incrementare i livelli occupazionali, bilanciando le uscite programmate con un robusto piano di ingressi. L’intesa, che si inserisce nel più ampio processo di riorganizzazione e di integrazione con Banca Popolare di Sondrio – coinvolta per la prima volta in una dinamica negoziale di questo tipo –, delinea dunque una transizione non traumatica, ancorata a numeri che provano a coniugare esigenze aziendali e stabilità del lavoro.
Il piano tra uscite volontarie e nuove forze
Il meccanismo pattuito, il cui dettaglio operativo è stato definito a Modena, prevede la gestione di circa ottocento uscite di lavoratori senior, le quali avverranno principalmente attraverso canali di pensionamento anticipato o di esodo volontario, facendo ricorso al Fondo di solidarietà settoriale. A fronte di queste cessazioni, che non si limitano al solo contingente legato all’esodo ma comprendono tutte le tipologie di uscita, il gruppo si è impegnato a procedere con seicentosessanta assunzioni a tempo indeterminato, superando di fatto una soglia simbolica molto importante: il tasso di sostituzione, calcolato attorno all’ottantatré per cento, si configura come un dato in controtendenza rispetto a prassi che in altri settori hanno spesso visto un drastico ridimensionamento degli organici. Di queste nuove entrate, una parte – come sottolineato dalla Fisac Cgil – sarà destinata anche a rafforzare la presenza della banca in regioni come la Basilicata, segnando un presidio territoriale che va oltre la mere logiche centralizzate.
Stabilizzazioni e una quota di riserva sociale
Oltre al flusso in entrata di nuove risorse, l’accordo contiene provvedimenti volti a consolidare situazioni di precariato, stabilizzando almeno duecentocinquanta posizioni di chi già opera, o ha operato, per la banca in regime di somministrazione o con contratti a termine. Un elemento di particolare rilievo, che arricchisce il testo di una clausola di forte valenza sociale, è poi la riserva di una quota – non inferiore al due per cento delle uscite – a beneficio di donne vittime di violenza di genere, regolarmente inserite in percorsi di protezione, oppure a favore dei figli e delle figlie rimasti orfani a seguito di femminicidi. Si tratta di una misura inedita, che introduce un criterio di solidarietà concreta nei meccanismi del turnover aziendale, andando a sostenere categorie particolarmente vulnerabili attraverso l’offerta di un’opportunità lavorativa stabile.
Il rinnovamento dei percorsi professionali
Parallelamente all’intesa sul ricambio generazionale, le parti hanno firmato un secondo accordo, dedicato specificamente all’aggiornamento dell’intero impianto che regola le carriere e i percorsi professionali del personale. Questo protocollo, come evidenziato dalla First Cisl, introduce miglioramenti significativi sia nelle tempistiche necessarie per avanzare di livello, sia nelle progressioni economiche e di inquadramento raggiungibili, adeguando di fatto gli strumenti di valorizzazione del capitale umano alla evoluzione delle mansioni e dei profili richiesti dal settore bancario moderno. Insieme, i due accordi disegnano quindi una strategia integrata: da un lato si governa il turnover con un occhio attento all’occupazione netta e a fragilità sociali precise, dall’altro si investe sulla motivazione e sulla crescita di chi già fa parte dell’organizzazione, aggiornando regole che in molti casi necessitavano di una revisione profonda.




