Etro, ingresso di nuovi soci nel capitale mentre Bper definisce un piano di ricambio generazionale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La scena imprenditoriale italiana registra due significativi movimenti, distinti per settore ma accomunati da una logica di riassetto strategico. Da un lato, nel mondo della moda, la maison Etro consolida la sua struttura proprietaria con l’ingresso di nuovi investitori. Dall’altro, nel settore creditizio, BPER Banca pianifica, attraverso un accordo con le parti sociali, un ampio ricambio del suo organico, bilanciando esodi volontari con nuove assunzioni.

L'operazione sul capitale di Etro

È divenuta ufficiale la revisione dell’assetto azionario di Etro, il noto brand italiano del lusso, la cui operazione era stata in precedenza anticipata. Una nota ha precisato che un consorzio di investitori industriali, nel quale figurano Rams Global, Mathias Facchini – attraverso Swinger International – e il banchiere Giulio Gallazzi per il tramite di Sri Group, ha acquisito una quota di minoranza pari al quarantanove per cento. L’operazione, che ha riguardato anche il rilevamento di una fetta, precisamente il trentadue virgola otto per cento, detenuta dalla famiglia fondatrice, non modifica però gli equilibri di controllo. L Catterton, che detiene il sessantatré virgola settantuno per cento, rimane infatti l’azionista di maggioranza, confermando la sua quota al cinquantuno per cento. Il fondo continuerà a supportare attivamente la strategia di crescita di lungo periodo del marchio, la quale punta, tra gli altri obiettivi, a una diversificazione del business nel segmento delle residenze di lusso: un ambito nel quale si potrà contare sulla specifica competenza del nuovo socio Rams Global.

L'accordo di BPER per uscite e assunzioni

Parallelamente, nel settore bancario, BPER Banca ha annunciato di aver raggiunto, con le organizzazioni sindacali del gruppo, degli accordi definiti “importanti”. Tali intese sono finalizzate a proseguire il percorso di ricambio generazionale, un percorso che si inserisce coerentemente anche nel più ampio processo di integrazione prospettato con Banca Popolare di Sondrio. Nello specifico, sono stati concordati strumenti e misure che mirano a favorire l’uscita anticipata, su base esclusivamente volontaria, di un numero massimo di ottocento dipendenti. Questo piano di esodi, che si realizzerà prevalentemente nel corso del duemilaventisei, potrà avvalersi anche del ricorso al Fondo di Solidarietà di Settore.

Il bilanciamento tra partenze e nuovi ingressi

L’operazione, la quale interessa in modo significativo anche il territorio bresciano dove la banca è presente con settantaquattro filiali, non si configura come una semplice riduzione di personale. L’azienda, infatti, ha concordato con i sindacati, tra i quali Cgil, Cisl, Uil e Fabi, un tasso di sostituzione dell’ottantatré virgola venticinque per cento. A fronte delle uscite previste, la banca ha quindi messo sul tavolo un piano che garantisce oltre seicentocinquanta ingressi complessivi. Questi comprendono l’assunzione di quattrocento nuove risorse e la stabilizzazione di duecentocinquanta lavoratori che attualmente sono legati all’istituto da un contratto a termine. Si delinea così un’uscita ordinata, compensata da un ricambio che cerca di tenere assieme l’efficienza dei numeri e una precisa responsabilità sociale d’impresa.

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