Solo il 36% dei fumatori italiani conosce i centri antifumo
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Redazione Salute
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Solo il 36,2% dei fumatori italiani conosce i centri antifumo, strutture specializzate che offrono supporto per smettere di fumare attraverso terapie farmacologiche integrate con sostegno psicologico individuale o di gruppo. La maggioranza dei fumatori, il 44,1%, non conosce alcuno strumento di supporto per la cessazione, mentre solo circa il 17% è a conoscenza del Telefono verde contro il fumo e della piattaforma 'Smetto di fumare' dell'Istituto superiore di sanità. Questi dati evidenziano un significativo gap informativo tra chi desidera liberarsi dalla nicotina e le risorse disponibili per farlo.
Desiderio di smettere e difficoltà percepite
L’indagine AstraRicerche condotta per la Fondazione Veronesi mostra che sei fumatori su dieci desiderano smettere, così come la metà degli utilizzatori di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato. Tuttavia, la maggior parte considera l’obiettivo molto difficile e teme di non riuscire a raggiungerlo. Questo atteggiamento di auto-limitazione è strettamente legato alla scarsa conoscenza dei servizi di supporto e delle strategie efficaci per la cessazione, rendendo il percorso verso la libertà dal fumo più complesso di quanto potrebbe essere con un adeguato sostegno professionale.
Centri antifumo e strumenti di supporto poco noti
I centri antifumo, pur essendo presenti in numerose città italiane, restano poco conosciuti: solo un terzo dei fumatori li individua come punto di riferimento per smettere. Altre risorse come il Telefono verde e la piattaforma online dell’Istituto superiore di sanità raggiungono una quota ancora inferiore di utenti. Questa scarsa diffusione informativa limita l’accesso a percorsi strutturati che combinano terapie farmacologiche e supporto psicologico, strumenti riconosciuti dalla ricerca come i più efficaci nella riduzione del tabagismo.
Impatto sanitario e ruolo delle istituzioni
Il fumo continua a rappresentare la principale causa evitabile di malattia, disabilità e morte precoce in Italia. In occasione dell’incontro al Senato del 19 maggio, Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato e senatrice di Forza Italia, ha sottolineato l’importanza di affidarsi a dati, studi clinici ed evidenze scientifiche per combattere il tabagismo. La responsabilità di diffondere conoscenza sulle risorse disponibili ricade non solo sulle istituzioni, ma anche su famiglie, scuole, ricerca e comunicazione, per garantire che chi desidera smettere abbia accesso a strumenti efficaci e sicuri.




