La citisina e i corsi antifumo: un’altra occasione per smettere
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Redazione Salute
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Non c’è niente di nuovo, e andrebbe detto subito per evitare quel clamore mediatico che ogni tanto riscopre soluzioni note da tempo. La citisina, principio attivo del farmaco Recigar, è stata recentemente inserita nei registri dell’Aifa con rimborsabilità integrale dal Servizio sanitario nazionale, il che significa – ed è questa la vera novità per il paziente – che chi decide di intraprendere un percorso nei centri antifumo accreditati può ottenerla gratuitamente, dietro prescrizione medica. Nessuna rivoluzione, dunque, ma un tassello importante in una strategia più ampia che prova a contrastare un’abitudine radicata: in Italia, nonostante un calo lieve ma costante negli ultimi due decenni, quasi uno su quattro, tra i 18 e i 69 anni, risulta ancora fumatore.
Nessun esame obbligatorio, ma una valutazione clinica necessaria
Prima di assumere la citisina, occorre sfatare un falso mito: non esiste un protocollo rigido di esami del sangue obbligatori. Ciò che invece è indispensabile – e lo impone la prudenza clinica – è un’accurata anamnesi medica. Il medico deve valutare lo stato di salute generale della persona, perché questo farmaco agisce direttamente sui recettori nicotinici e può influenzare il sistema cardiovascolare. Chi ha sofferto recentemente di infarto del miocardio, aritmie o ictus, per esempio, va sottoposto a una visita approfondita prima di qualsiasi somministrazione. La sostanza funziona, e chi scrive lo può testimoniare assieme a un collega della redazione, ex fumatore da quasi tre anni; ma proprio per questo la sua efficacia non deve far dimenticare le dovute cautele.
Il corso Lilt di Firenze: motivazione e un farmaco a supporto
Proprio mentre si discute della rimborsabilità della citisina, riparte un’iniziativa concreta sul territorio. Il 10 aprile, nella sede Lilt di Firenze in viale Giannotti, prende il via il corso antifumo “Prova la libertà, lascia indietro la sigaretta”. Otto incontri, ogni martedì e venerdì dalle 19.30 alle 21, condotti dalla psicologa e psicoterapeuta Silvia Marini. Il metodo – spiega la dottoressa – punta tutto sulla motivazione personale: individuare la leva giusta per ciascuno resta il vero nodo, prima ancora del supporto farmacologico. Del resto, dire addio alle sigarette fa bene alla salute e alla mente, ma senza una spinta interiore difficilmente si arriva in fondo.
L’efficacia reale e il problema delle ricadute
La citisina dà una risposta che molti definiscono “ottima”, ma attenzione alle ricadute. Il dottor Coppola, interpellato sull’argomento, mette in guardia proprio su questo aspetto: smettere è un conto, restare ex fumatori a distanza di mesi o anni è un’altra partita. La molecola non è una bacchetta magica, bensì uno strumento che va inserito in un percorso più articolato, dove il supporto psicologico e la continuità motivazionale giocano un ruolo decisivo. Due ex fumatori della redazione lo confermano: i “pasticconi” di citisina hanno funzionato, ma senza la testa giusta – ammettiamolo – sarebbero stati probabilmente inutili.




