Data center in Italia, investimenti da 25 miliardi e proteste
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Redazione Economia
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I data center in Italia sono al centro di un piano di sviluppo che prevede 25 miliardi di investimenti destinati a sette programmi, mentre aumentano anche le critiche legate alla loro diffusione sul territorio. Gli ultimi due progetti approvati dal Consiglio dei ministri, uno in Lombardia e uno in Sardegna, mobilitano complessivamente 6,8 miliardi di euro e sono stati classificati come interventi di preminente interesse strategico nazionale. Le nuove infrastrutture vengono considerate fondamentali in un contesto segnato dalla crescita dell’Intelligenza Artificiale e della digitalizzazione, fenomeni che stanno modificando il lavoro e i processi produttivi.
Gli investimenti strategici per i nuovi data center
Il Consiglio dei ministri ha dichiarato di preminente interesse strategico nazionale due grandi programmi per la realizzazione di data center sul territorio italiano, portando a sette il numero complessivo dei programmi che hanno ottenuto questo riconoscimento. Gli investimenti dichiarati per questi interventi arrivano a sfiorare i 27 miliardi di euro considerando tutti i progetti coinvolti. La decisione è stata adottata su proposta del MIMIT e si collega al cosiddetto Decreto Asset del 2023, utilizzato come riferimento per il riconoscimento dei programmi considerati strategici.
Tra i nuovi interventi approvati rientra il progetto “K2 Strategic Infrastructure”, che riguarda lo sviluppo di un campus per data center nei Comuni di Zibido San Giacomo e Lacchiarella, nell’area metropolitana di Milano. Il programma prevede una capacità complessiva fino a circa 400 megawatt e un investimento stimato in 5,3 miliardi di euro. Il progetto rappresenta uno degli interventi più rilevanti tra quelli annunciati e si inserisce nel quadro della crescita delle infrastrutture digitali in Italia.
La crescita dei data center in Lombardia e il confronto sul territorio
La Lombardia è indicata come l’area italiana con la maggiore concentrazione di data center, una situazione che ha alimentato un confronto sulla crescente presenza di queste strutture soprattutto nell’hinterland di Milano. MilanoInMovimento ha rilanciato il tema attraverso una mobilitazione dedicata alla diffusione dei data center nella regione. L’organizzazione ha raccontato la prima assemblea pubblica sull’argomento, svolta il 30 luglio 2026 negli spazi di SOS Fornace, con la partecipazione, secondo gli organizzatori, di numerosi comitati e cittadini provenienti da diversi territori.
Il dibattito riguarda in particolare gli effetti della realizzazione dei nuovi impianti e le richieste avanzate dai territori interessati. A Zibido San Giacomo, dove è previsto il progetto da 5,3 miliardi di euro, il Comune ha chiesto garanzie su ambiente e territorio, oltre a certezze sugli interventi collegati alla nuova infrastruttura. La sindaca ha inoltre richiesto ristori, mentre il progetto resta inserito tra quelli riconosciuti come strategici dal Governo.
Data center, sviluppo digitale e trasformazioni in corso
La diffusione dei data center viene collegata alla trasformazione digitale e alla crescente importanza dell’Intelligenza Artificiale, che richiede infrastrutture dedicate per sostenere nuovi servizi e attività. Questi impianti stanno modificando il modo in cui vengono organizzati diversi processi economici e lavorativi, con cambiamenti che riguardano sia la sostituzione di alcune attività sia la nascita di nuove forme di lavoro. Il piano di investimenti mostra quindi l’espansione delle strutture digitali nel Paese, mentre parallelamente prosegue il confronto sulle ricadute territoriali dei nuovi progetti.
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