Delchiaroite, scoperto sulle Apuane un minerale mai visto prima

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   In un’epoca di satelliti capaci di mappare ogni metro quadrato del pianeta e di sonde inviate a caccia di vita oltre i confini terrestri, l’idea che esistano ancora “mattoni” fondamentali della materia – del tutto ignoti – sembra quasi impossibile. Eppure, la natura continua a nascondere tesori dove meno ce lo aspettiamo: non in località esotiche o inospitali, ma tra le pieghe delle montagne di casa nostra, come dimostra l’ultima scoperta firmata dall’Università di Pisa. Un team del dipartimento di scienze della terra, infatti, ha ufficializzato il ritrovamento di una nuova specie mineralogica nelle cavità dei marmi delle Alpi Apuane, un composto talmente singolare da non avere precedenti né in natura né, cosa ancora più rara, nei laboratori di chimica sintetica. Questo eccezionale esemplare, che è stato battezzato “delchiaroite” in omaggio a Lorenzo Del Chiaro, un appassionato cultore della mineralogia che per anni ha collaborato alla conoscenza del territorio, rappresenta un autentico unicum nel panorama geologico mondiale.

Un ritrovamento fortuito nelle cave di Colonnata

La scoperta si deve alla sensibilità di un capocava del bacino marmifero di Colonnata, una figura che in questo contesto ha dimostrato ancora una volta quanto sia cruciale l’occhio esperto di chi lavora la roccia quotidianamente. Fu proprio Paolo Cagnoni, nel maggio del 2025, a recuperare un campione dall’aspetto anomalo durante le operazioni estrattive nella cava “La Piana”, consegnandolo prontamente ai ricercatori. Il campione, analizzato in parte nei laboratori del centro per l’integrazione della strumentazione scientifica dell’Università di Pisa (Cisup), ha rivelato la presenza di esilissimi cristalli di colore giallo, dalle dimensioni inferiori a un decimo di millimetro; una conformazione che richiedeva l’uso di tecnologie avanzate come la diffrazione a raggi X per essere decifrata. La conferma della sua unicità è arrivata solo dopo un lungo iter di validazione, culminato con l’approvazione ufficiale da parte della Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification della International Mineralogical Association (IMA).

La chimica inusuale della delchiaroite

Ciò che rende la delchiaroite una scoperta così rilevante per la comunità scientifica – al di là della sua rarità estetica – è la sua composizione chimica, che sfida le classificazioni tradizionali. Si tratta del primo ioduro-metantiolato di rame mai osservato in natura, la cui formula è stata identificata come Cu3I(CH3S)2. In pratica, questo minerale riesce a tenere insieme lo iodio – un elemento talmente raro in mineralogia che su oltre 6.100 specie conosciute solo una trentina lo contengono – con una componente organica (il metantiolato). Questa combinazione inedita suggerisce un legame profondo con la presenza di sostanza organica nei sedimenti giurassici, quelli da cui, dopo complesse vicende geologiche, si sono originati i pregiati marmi apuani. La delchiaroite, quindi, non è solo un nuovo minerale, ma una vera e propria “biofirma”: una testimonianza silenziosa della stretta connessione tra l’evoluzione geologica della Terra e quella biologica, una prova che anche in contesti di roccia metamorfica la vita lascia tracce indelebili.

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