Silvia Fanucchi morta sulle Apuane, la città di Lucca si stringe nel dolore per la dipendente comunale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un silenzio greve, quello che si è diffuso ieri tra i corridoi di Palazzo Santini, accompagna la notizia della morte di Silvia Fanucchi, la 46enne dipendente del Comune di Lucca precipitata per trecento metri lungo un sentiero delle Alpi Apuane. La tragedia, consumatasi nel primo pomeriggio di sabato sul monte Pania Secca – più precisamente lungo la Cresta Gialunga del sentiero Cai 124 nel territorio di Fabbriche di Vergemoli – ha strappato alla vita una donna che, come ricordano i colleghi, aveva trasformato la sua passione per l’alta quota in un rituale quasi quotidiano. Il compagno, Dario Petrini, anch’egli impiegato presso lo stesso ente, avrebbe assistito impotente alla caduta, senza che alcun tentativo di trattenersi o di lanciare un ultimo grido potesse evitare l’impatto con il vuoto.

Una caduta di trecento metri e il cordoglio dell’amministrazione

Il sindaco Pardini e l’assessora Granucci hanno diffuso una breve nota interna, evitando retorica ma non il peso delle parole: “una perdita che ferisce il cuore della nostra comunità lavorativa”. Silvia Fanucchi, ingegnere di formazione, prestava servizio all’ufficio arredo e decoro urbano, un settore lontano dalle vette ma che lei curava con la stessa meticolosità riservata alla scelta di un sentiero alpinistico. Il della 46enne, residente ad Antraccoli, è stato recuperato dai soccorsi in una zona impervia; nessuna concitazione postuma, ma la constatazione secca che la montagna, talvolta, non perdona nemmeno chi la ama con disciplina e frequenza.

La passione per le Apuane e il doppio lutto per il Comune

Che la tragedia colpisca doppiamente l’ente cittadino lo si capisce anche dal fatto che il compagno – presente sul versante roccioso al momento della caduta – condivide con lei il posto di lavoro da anni. Un lutto incrociato, insomma, che costringe i dipendenti comunali a fare i conti con una sedia vuota in ufficio e con lo sguardo smarrito di chi, lassù, ha visto la compagna sparire oltre un ciglio. Silvia Fanucchi era molto conosciuta non solo a Lucca, ma anche a Piombino e a San Vincenzo, dove la famiglia d’origine possiede ancora una casa; qui aveva legato il suo nome alla Società Nuoto Piombino, per la quale aveva gareggiato come atleta master.

Il sentiero Cai 124 e il profilo di un’escursionista esperta

Il tracciato che conduce alla Pania Secca, attraverso la Cresta Gialunga, è classificato come itinerario alpinistico, non una semplice passeggiata. Richiede passo sicuro, testa fredda e attrezzatura adeguata. Proprio questi requisiti, però, rendono ancor più ineluttabile il senso di sgomento: non si trattava di una neofita, ma di un’ingegnere che amava misurare i rischi con lo stesso rigore riservato ai progetti di decoro urbano. Le indagini, affidate alla competente autorità giudiziaria di Massa, si concentrano sulla dinamica della caduta – un volo di trecento metri che non lascia spazio a ipotesi rocambolesche – senza che emergano, al momento, responsabilità oggettive del tracciato o anomalie segnalate in precedenza. Sul posto sono intervenuti il soccorso alpino e i carabinieri di Fabbriche di Vergemoli, limitandosi a mettere in sicurezza la zona.

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