Silvia muore sulla Pania, il volo di 300 metri sotto gli occhi del compagno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’eco del silenzio che avvolge le pareti calcaree del gruppo delle Panie, nelle Alpi Apuane, è stato squarciato nel primo pomeriggio di ieri da una telefonata disperata. Era sabato 9 maggio quando una caduta rovinosa ha trasformato un’escursione sul sentiero Cai numero 124 in una tragedia senza appello, costata la vita a Silvia Fanucchi, 46 anni, dipendente comunale a Lucca e alpinista di lunga data. La dinamica dell’incidente, avvenuto nei pressi della cima della Pania Secca, racconta di una perdita di equilibrio fatale su una cengia erbosa, un dettaglio questo che trasforma un semplice passo falso in una caduta nel vuoto di circa trecento metri.

Era insieme al compagno, Dario Petrini, anch’egli dipendente del Comune di Lucca e figura nota nell’ambiente degli appassionati della montagna, quando il terreno è improvvisamente mancato sotto i suoi piedi. Mentre la donna precipitava lungo il versante di Fornovolasco, un volo inerme che non le ha lasciato scampo, l’uomo ha assistito impotente alla scena, trovando la forza, nonostante lo choc, di comporre il numero del 118. Quella chiamata di soccorso, registrata alle 15:23, ha immediatamente messo in moto la macchina dei soccorsi.

L’intervento dell’elisoccorso e il recupero

Con il passare dei minuti, il cielo sopra Fabbriche di Vergemoli è stato solcato dall’elisoccorso regionale Pegaso, affiancato dai tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano e dai carabinieri della compagnia di Castelnuovo di Garfagnana. L’area impervia, caratterizzata da pareti verticali e canaloni esposti, ha reso complesse le operazioni di localizzazione: il della vittima è stato individuato a circa duecento metri di distanza dal punto di impatto con la parete, un dato che testimonia la violenza della caduta. Calatosi con il verricello, il medico del 118 non ha potuto fare altro, purtroppo, che constatare il decesso dell’escursionista, avvenuto presumibilmente sul colpo a causa dei gravissimi traumi riportati.

Dopo gli adempimenti di rito, la salma è stata trasportata al campo sportivo di Molazzana, mentre il compagno, sebbene illeso fisicamente, è stato affidato alle cure dei sanitari presenti per il grave stato di shock in cui versava.

Chi era Silvia Fanucchi

La notizia si è diffusa rapidamente a Lucca, dove la vittima, classe 1980, era conosciutissima non solo per il suo ruolo all’Ufficio arredo e decoro del Comune, ma anche per una passione viscerale per la montagna che coltivava da anni. Ingegnera di formazione, aveva trasformato le Alpi Apuane nel suo secondo salotto di casa, frequentandone i sentieri con la competenza e il rispetto che solo gli alpinisti esperti sanno dimostrare. Stava affrontando l’itinerario della Cresta Gialunga, sulla parete est della Pania Secca, quando si è consumata la tragedia, un evento che ha lasciato sgomenta l’intera cerchia dei frequentatori di quelle valli.

Gli accertamenti giudiziari

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno effettuato i rilievi del caso per ricostruire l’esatta sequenza della caduta. Il sostituto procuratore di turno ha disposto il sequestro della salma e l’affidamento al medico legale per l’esame esterno, un atto dovuto che precede la restituzione della salma alla famiglia, già provata dal dolore. Non emergono, al momento, elementi che possano far pensare a responsabilità oggettive del fondo, restando la fatalità la pista più accreditata dagli inquirenti.

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