Conclave al via il 7 maggio: attese e incognite nella elezione del nuovo Papa
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Mentre a Roma continuano le file di fedeli in pellegrinaggio alla basilica di Santa Maria Maggiore per rendere omaggio alla tomba di Papa Francesco, sepolto sabato scorso dopo le esequie celebrate sul sagrato di piazza San Pietro, la macchina del Conclave si mette in moto. La data ufficiale per l’inizio delle votazioni è fissata al 7 maggio alle 16.30, come annunciato dalla Santa Sede. I cardinali elettori – il cui numero scende a 89 dopo le rinunce di due porporati – dovranno presentarsi nella Cappella Paolina indossando gli abiti liturgici previsti dal cerimoniale: rossi per quelli di rito latino, mentre per quelli orientali vige l’uso del proprio abito corale.
L’atmosfera, almeno in apparenza, sembra distesa. Lo conferma il cardinale venezuelano Baltazar Enrique Porras Cardozo, che ai giornalisti ha parlato di un clima «sereno», pur senza nascondere le «inclinazioni personali» che potrebbero emergere durante le scrutinanze. «Siamo più o meno tutti d’accordo», ha aggiunto, lasciando intendere che l’elezione potrebbe concludersi in tempi brevi: «In uno o due giorni avremo il nuovo Papa». Una previsione che, se rispettata, eviterebbe le lungaggini di alcuni conclavi del passato.
Intanto, tra i ricordi di Francesco, spicca l’omaggio dei giovani delle Scholas Occurrentes, l’organizzazione da lui fondata nel 2013 per promuovere l’educazione globale. Uno striscione in spagnolo, esposto durante i funerali, lo ha definito «Maestro y poeta», sintetizzando con poche parole l’affetto e la riconoscenza di chi ne ha condiviso il percorso.
Mentre la Chiesa si prepara a voltare pagina, altrove proseguono le inchieste giudiziarie legate alla gestione pandemica. Sette procure italiane – tra cui quella di Roma, guidata dal pm Giorgio Orano – hanno avviato indagini sulla cosiddetta «vigile attesa» promossa dall’ex ministro della Salute Roberto Speranza e dal suo vice Pierpaolo Sileri, insieme ai vertici dell’Aifa. I fascicoli, coordinati tra diversi uffici, raccolgono le denunce dei parenti delle vittime, che chiedono chiarimenti sulle linee guida adottate in quei mesi critici.




