Il ciclone nordafricano si abbatte sull’Italia: da oggi piogge torrenziali, neve e sabbia dal Sahara

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È una svolta decisa quella che sta caratterizzando la domenica degli italiani, specie se paragonata all’aria quasi estiva che aveva accompagnato l’avvio di aprile. Dopo giorni di sole e temperature miti, un ciclone di origine nordafricana – rinforzato ulteriormente da una massa d’aria fredda di derivazione atlantica – sta rimodellando completamente il quadro meteorologico della Penisola, portando con sé non solo un sensibile calo termico, ma anche un mix di fenomeni piuttosto raro per questo periodo dell’anno.

L’elemento più immediato di questo peggioramento, che si farà sentire con maggiore intensità tra lunedì 13 e martedì 14, è rappresentato dalle piogge diffuse. Al Nord, e in particolare tra Piemonte e Lombardia, i modelli previsionali indicano accumuli anche superiori ai 100 millimetri in sole ventiquattro ore, un dato che potrebbe mettere a dura prova i sistemi idrici locali. Parallelamente, e questo è un aspetto che colpisce meno ma che ha rilevanza per gli appassionati della montagna, tornerà la neve sulle Alpi: oltre i duemila metri sono attesi accumuli significativi, con il manto che potrebbe superare il metro nelle aree più esposte come il Sestriere o l’alta Val Susa.

Se al Nord il problema principale sarà l’acqua, al Sud e lungo le coste della Sardegna l’emergenza sarà di un’altra natura. Il vortice depressionario, risalendo dal Marocco e dall’Algeria, agisce infatti come una gigantesca pompa aspirante di pulviscolo. Questo meccanismo porterà a una consistente ricaduta di sabbia del Sahara, un fenomeno che offuscherà i cieli rendendoli lattiginosi o giallastri e che, mescolandosi alla pioggia, darà vita al classico fenomeno delle “piogge sporche”. Si prevedono concentrazioni di polvere talmente elevate – si parla di valori eccezionali secondo i modelli specializzati – da sporcare ogni superficie esterna, dalle auto ai davanzali, rendendo l’aria letteralmente “solida” alla vista.

Analizzando la struttura di questa perturbazione, si nota come la dinamica sia complessa. Il fronte caldo della perturbazione ha già avvolto gran parte del Centro-Sud, portando cieli coperti e un aumento dell’umidità, mentre il ramo più freddo e instabile è ancora bloccato oltralpe, pronto a precipitare verso valle nelle prossime ore. È proprio questa combinazione, l’incontro tra l’umidità africana e l’aria gelida artica, a innescare i temporali più violenti. Non si esclude la formazione di grandinate localizzate, specialmente nelle zone interne del Centro Italia e in Sardegna, dove l’energia accumulata nei giorni scaldi agisce come carburante per i temporali.

Il conto alla rovescia per il picco del maltempo

L’attenzione resta focalizzata sull’evoluzione di questo vortice ciclonico, che attualmente staziona tra Algeria e Marocco ma è in rapido movimento verso il Mediterraneo centrale. Già dalla serata di oggi, domenica 12 aprile, i primi effetti tangibili si vedranno sul Piemonte e sulla Liguria, dove le forti correnti di Scirocco spingeranno aria umida contro le barriere alpine innescando le precipitazioni più abbondanti. Per chi vive sulle Alpi piemontesi, l’arrivo di oltre un metro di neve fresca in alta quota rappresenta una notizia importante per le riserve idriche, sebbene la viabilità verso i passi montani possa subire disagi.

Ma è tra lunedì e martedì che il sistema raggiungerà il suo apice. Il vortice, una volta posizionato a ridosso della Sardegna, inizierà a ruotare, estendendo la sua influenza a tutto il Centro Italia. Toscana, Umbria e Lazio sono attese da una fase di maltempo intenso, con rovesci che potrebbero assumere carattere di nubifragio. Al Sud, in particolare tra Calabria e Sicilia, oltre alla pioggia sarà il vento il vero protagonista: raffiche di Scirocco potranno superare gli 80 km/h, sollevando polvere e sabbia e rendendo difficile la navigazione nei canali di Sicilia.

L’impatto della sabbia sahariana sulla visibilità

Un capitolo a parte merita il trasporto delle polveri, un dettaglio che trasforma una normale ondata di maltempo in un evento visivamente unico. La sabbia, sollevata in enormi quantità dal deserto, viaggia in alta quota e si deposita gradualmente. Nei momenti di massima concentrazione, previsti tra lunedì pomeriggio e martedì, il cielo potrebbe assumere tonalità che vanno dal giallo ocra al marrone, riducando drasticamente la visibilità orizzontale. Questo fenomeno, se da un lato affascina, dall’altro comporta ricadute pratiche: l’aria diventa irrespirabile per i soggetti più sensibili, mentre la pioggia “sporca” lascia tracce persistenti.

Non è solo una questione di estetica. La presenza di polvere in atmosfera funge da nucleo di condensazione, il che significa che potrebbe alterare la dinamica dei temporali, rendendoli a tratti più intensi o persistenti. Per i settori meridionali della Sardegna, così come per le coste calabresi, la combinazione di mare mosso, vento forte e polvere in sospensione rappresenta una miscela potenzialmente pericolosa per le attività all’aperto e per la tenuta del territorio.

Neve e piogge record sulle regioni del Nord Ovest

Spostando l’attenzione verso l’arco alpino, il dato più rilevante è l’eccezionalità degli accumuli. Zone come l’Ossola, il Canavese e il Cuneese potrebbero registrare accumuli pluviometrici che sfiorano i 110 mm concentrati in poche ore. Si tratta di valori che in altre stagioni si accumulano in settimane. Questo volume d’acqua, riversandosi a valle, farà inevitabilmente alzare il livello dei torrenti, sebbene al momento non si segnalino criticità specifiche per i grandi fiumi.

Per la neve, invece, la quota si attesterà inizialmente intorno ai 2.000 metri, ma durante le fasi più intense del maltempo potrebbe abbassarsi localmente fino ai 1.400.600 metri, regalando un assaggio d’inverno in pieno aprile. Località sciistiche come Chianale, in alta Valle Varaita, si preparano ad accogliere una coltre bianca che potrebbe superare abbondantemente il metro. Per gli appassionati delle ciaspole è un richiamo, ma per la viabilità secondaria di alta quota rappresenta un possibile rischio di isolamento.

In attesa che il vortice esaurisca la sua spinta, prevista verso la fine della settimana con un graduale miglioramento a partire da ovest, l’invito è a monitorare l’evoluzione ora per ora. La primavera italiana, si sa, è stagione di contrasti, ma raramente si assiste a una combinazione così perfetta di caldo pregresso, freddo artico e polvere sahariana concentrata in un unico, potente ciclone.

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