De Bruyne-Napoli, un amore mai sbocciato: i mal di pancia azzurri di KDB
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il rapporto tra Kevin De Bruyne e il Napoli continua a oscillare come un titolo in borsa. È passato più di un anno dal suo approdo in Italia, ma l’amore tra il fantasista belga e il club azzurro non sembra ancora sbocciato del tutto. L’ultimo episodio di insofferenza risale alla sfida di Champions League contro il Villarreal, quando Massimiliano Allegri gli chiedeva di abbassarsi in regia per favorire l’uscita del pallone da dietro e lasciare spazio a Scott McTominay.
Secondo quanto ricostruito da più fonti, il numero 11 avrebbe ignorato le indicazioni, restando alto e innervosendosi con i compagni per le giocate sbagliate.
Il nodo tattico del ruolo
La distanza tra i due non è soltanto caratteriale, ma riguarda la posizione in campo. Allegri vorrebbe De Bruyne più arretrato, quasi in cabina di regia, per gestire il pallone e dare qualità alla manovra; il giocatore, dal canto suo, preferisce agire più vicino alla porta, dove può sfruttare gli ultimi passaggi e la capacità di incidere negli ultimi metri. Una differenza di vedute che il tecnico aveva già affrontato pubblicamente dopo la vittoria contro il Frosinone, spiegando che arretrare il raggio d’azione avrebbe allungato la carriera del belga di almeno due anni.
«A lui non piace giocare lì, vuole stare più avanzato ma gli ho spiegato che invece allungherebbe la sua carriera», aveva dichiarato Allegri, liquidando poi la questione dopo il Villarreal con un sintetico «Non ci siamo capiti».
Il faccia a faccia a Castel Volturno
Dopo la sconfitta in Spagna, allenatore e giocatore si sono confrontati a Castel Volturno. Secondo la versione ufficiosa raccontata da Francesco Modugno, inviato di Sky Sport 24, Allegri si è intrattenuto con il belga per ribadirgli il proprio pensiero: la necessità di avere in certi momenti della partita un giocatore come lui per muovere il pallone e mettere a disposizione degli altri il proprio talento.
La scelta di lasciarlo in panchina a Venezia non sarebbe una punizione, ma una decisione già prevista nell’ambito del turnover, considerati i 180 minuti giocati nelle ultime due gare.
Le critiche e il contesto
Sulla gestione del belga si è espresso anche l’ex rettore della Federico II, Guido Trombetti, che in un editoriale ha definito la prestazione di Villarreal un passo indietro per il Napoli e ha avanzato un dubbio sull’insistenza sul giocatore: «Il punto è perché insistere sul belga. È utile al Napoli?». Trombetti ha anche ipotizzato che Allegri sia arrivato a Napoli senza conoscere a fondo la rosa a disposizione.
Intanto il calendario fitto e le quattro sconfitte in otto gare ufficiali hanno acceso i riflettori sull’equilibrio della squadra, con il tecnico che dopo la notte spagnola ha lanciato un avvertimento: «Se andiamo a giocare così a Venezia ne usciremo con le ossa rotte».
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
