Oppo e Vivo puntano all’Europa: i nuovi modelli Ultra pronti al debutto dal MWC di Barcellona
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
La guerra degli smartphone, specialmente quella combattuta sul fronte della fotografia mobile, conosce una nuova, improvvisa accelerazione. Se fino a ieri i modelli più estremi, quelli che i produttori osannano con il suffisso “Ultra”, restavano per lo più un miraggio per il mercato europeo, confinati nelle vetrine asiatiche o al massimo oggetto di importazioni parallele, qualcosa di sostanziale si è rotto negli equilibri commerciali. A Barcellona, durante il Mobile World Congress 2026, i due colossi cinesi del conglomerato BBK, Oppo e Vivo, hanno di fatto alzato il sipario su quella che si preannuncia come una svolta epocale per gli appassionati del Vecchio Continente. Entrambi i marchi, infatti, hanno ufficializzato l’arrivo delle rispettive punte di diamante, l’Oppo Find X9 Ultra e il Vivo X300 Ultra, promettendo specifiche tecniche che sembrano rubate al mondo della cinematografia professionale e che, per la prima volta, varcheranno i confini cinesi per approdare anche da noi.
Il peso di una strategia che cambia marcia
La notizia, per quanto attesa dagli addetti ai lavori, ha il sapore di una piccola rivoluzione. Fino a ieri, modelli come il Find X8 Ultra erano considerati dei “gioielli di famiglia” gelosamente custoditi per il mercato domestico, lasciando all’Europa solo le versioni standard o Pro, comunque valide ma prive di quell’eccesso di tecnologia che caratterizza le varianti più spinte. Questa volta, invece, il messaggio arrivato dal palco del MWC è stato chiaro e privo di ambiguità. Elvis Zhou, CEO di Oppo per l’Europa, lo ha ribadito con una formula che lascia poco spazio all’interpretazione, definendo il nuovo arrivato non tanto uno smartphone con una fotocamera, quanto piuttosto una vera e propria macchina fotografica che, tra le altre cose, funge anche da telefono. Una sottigliezza lessicale che cela una precisa dichiarazione d’intenti: competere ad armi pari, o forse superiori, con i colossi sudcoreani e con una concorrenza sempre più agguerrita, in un segmento di mercato, quello dei cosiddetti “cameraphone”, dove la battaglia si vince a colpi di sensori e di millimetri di focale.
L’attrezzistica fotografica al centro della scena
Se si analizzano le indiscrezioni e le prime anteprime mostrate a Barcellona, il salto in avanti è evidente e riguarda in particolare il comparto ottico. L’Oppo Find X9 Ultra, stando a quanto filtrato dagli ambienti vicini alla produzione, monterebbe un sistema a doppia lente periscopica che, supportato da un sensore principale da duecento megapixel e dalla rinnovata collaborazione con Hasselblad, promette di ridefinire il concetto di zoom su un dispositivo mobile. Si parla di una lunghezza focale nativa che arriva a toccare i 230 millimetri, espandibile ulteriormente grazie a un teleconvertitore esterno da 300mm, un accessorio che trasforma letteralmente lo smartphone in un’ottica da paparazzo, capace di avvicinare soggetti lontani con una definizione finora impensabile. Dall’altra parte, Vivo non sta certo a guardare e risponde con una dotazione altrettanto impressionante per il suo X300 Ultra, presentato come una “V sing” tascabile. La casa, forte della partnership con Zeiss, ha mostrato un sistema che include un sensore da 2亿 pixel per il grandangolo e un teleobiettivo periscopico anch’esso da 200 megapixel, il tutto coronato da un esclusivo moltiplicatore di focale magnetico che spinge lo zoom fino a 400 millimetri. L’attenzione, qui, sembra spostarsi in modo deciso anche sul versante video, con la promessa di registrazioni in 4K a 120 fotogrammi al secondo con profilo logaritmico e la compatibilità con flussi di lavoro cinematografici professionali, una caratteristica, quest’ultima, che pochi concorrenti possono vantare.
Oltre la fotografia, l’ecosistema si fa più solido
Naturalmente, un dispositivo che ambisce al Titolo di miglior smartphone dell’anno non può vivere di sole fotocamere. Sotto la scocca, entrambi i modelli dovrebbero ospitare il processore più potente del momento, il nuovissimo Snapdragon 8 Elite Gen 5, abbinato a schermi di altissima qualità e a batterie la cui capacità, stando a quanto anticipato, supererà abbondantemente la soglia psicologica dei settemila milliamperora, un dato che fino a ieri sembrava utopia su un telefono dal profilo sottile. Questa convergenza di novità, con Oppo e Vivo che portano in Europa i loro gioielli di famiglia pressoché in contemporanea, racconta anche un’altra verità, forse meno appariscente ma ugualmente significativa. Il conglomerato BBK, che controlla entrambi i marchi oltre a realtà come Realme, sta evidentemente razionalizzando le proprie forze in vista di una competizione globale che richiede economie di scala e investimenti mastodontici. La decisione di integrare nuovamente Realme come sottomarca di Oppo, annunciata all’inizio dell’anno, va letta in questa stessa ottica di consolidamento, una mossa volta a ridurre le sovrapposizioni e a concentrare le risorse per affrontare a testa alta i piani alti del mercato. L’Europa, con questi due lanci, diventa quindi un banco di prova fondamentale per testare la reattività di un pubblico sempre più esigente e pronto a giudicare.




