Tumore al seno, a Milano il convegno Breast Cancer in Autumn: focus su diagnosi e terapie

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il tumore della mammella, la neoplasia più frequente nella popolazione femminile, torna al centro di “Breast Cancer in Autumn 2026 – 4th edition”, appuntamento dedicato all'aggiornamento e al confronto tra gli specialisti coinvolti nella diagnosi e nella cura della malattia. L'evento, in programma il 7 ottobre 2026 a Milano, vedrà come responsabile scientifica Ornella Garrone, direttrice dell'Oncologia Medica e coordinatrice della Breast Unit del Policlinico di Milano.

Il corso, accreditato con 7 crediti ECM, è rivolto a un massimo di 80 partecipanti tra medici chirurghi di diverse discipline, dalla chirurgia plastica alla ginecologia, e si propone di diffondere linee guida e protocolli aggiornati per la gestione del carcinoma mammario.

Un quadro epidemiologico che cambia

I numeri nazionali restituiscono l'immagine di una patologia ampiamente diffusa ma con prospettive sempre più favorevoli. In Italia si stimano circa 53.686 nuove diagnosi di tumore al seno tra le donne nel 2024, con oltre 47.000 casi annui che rappresentano il 30,2% di tutte le neoplasie femminili. A fronte di un'incidenza cresciuta del 186% negli ultimi quarant'anni, la mortalità ha mostrato una flessione del 24% dal 1990 al 2010, e la sopravvivenza a cinque anni si attesta oggi intorno all'88%, con punte del 97% a un anno dalla diagnosi.

Il dato che emerge con maggiore forza riguarda però la correlazione tra stadio di diagnosi e probabilità di guarigione. Per le donne che ricevono una diagnosi in stadio I, la probabilità di guarigione stimata è del 99%, mentre scende all'81% per lo stadio II e al 36% per le forme in stadio III-IV. È su questo fronte che si concentrano gli sforzi della prevenzione secondaria: secondo i dati diffusi in occasione dell'Ottobre Rosa, il 56% dei tumori al seno viene individuato al primo stadio, una percentuale che i programmi di screening mammografico puntano a incrementare ulteriormente.

L'esperienza territoriale e i numeri dello screening

A livello locale, i registri tumori offrono indicazioni utili sull'efficacia dei percorsi di diagnosi precoce. In provincia di Reggio Emilia si registrano ogni anno circa 580 nuove diagnosi di tumore della mammella, pari a circa il 30% di tutti i tumori diagnosticati nelle donne, un trend stabile negli anni al netto del lieve aumento registrato a partire dal 2010, quando la fascia di età interessata dallo screening è stata estesa alle donne di 45-74 anni.

La sopravvivenza per le pazienti reggiane supera il 91% e raggiunge il 100% nei casi diagnosticati in fase iniziale.

L'Emilia-Romagna nel suo complesso registra oltre 4.500 nuovi casi annui, con il tumore della mammella responsabile del 30% dell'incidenza oncologica femminile e del 15% della mortalità correlata. Il modello organizzativo regionale prevede l'accentramento degli interventi in centri senologici ad alto volume: nel 2024, degli oltre 5.472 interventi eseguiti, il 97,5% si è svolto in ospedali con più di 150 casi annui, con una mediana di 472 interventi per struttura.

Terapie in evoluzione e il ruolo delle Breast Unit

Sul fronte terapeutico, gli anticorpi farmaco-coniugati rappresentano una delle frontiere più promettenti. Queste molecole, che combinano un anticorpo monoclonale con un chemioterapico, sono altamente selettive per le cellule tumorali e riducono la tossicità sistemica. Attualmente approvate per la malattia metastatica, la loro prospettiva di utilizzo nelle fasi iniziali della malattia apre scenari significativi per la personalizzazione delle cure.

La chiave, secondo gli specialisti, risiede nella caratterizzazione molecolare del tumore e nella corretta sequenza terapeutica, con algoritmi di trattamento di prima, seconda, terza e quarta linea che hanno contribuito a migliorare la sopravvivenza mediana delle pazienti con malattia metastatica del 30% rispetto a dieci anni fa.

Il convegno milanese si inserisce in questo panorama con l'obiettivo di fare il punto sulle strategie di trattamento e sul ruolo delle Breast Unit, le unità multidisciplinari che riuniscono specialisti di diverse discipline per garantire un approccio integrato e personalizzato. La partecipazione è subordinata al superamento di un questionario di verifica dell'apprendimento, strumento attraverso cui vengono certificati i crediti formativi destinati ai professionisti sanitari.

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