Raoul Bova: «Quando tutti sono contro di te, rialzarsi è un atto di fede»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Travolto dallo scandalo degli audio privati, la cui diffusione lo scorso estate ha innescato una lunga scia di polemiche, Raoul Bova sceglie finalmente di non sottrarsi a un racconto pubblico, affrontando a viso aperto i mesi più difficili della sua vita. In un'intervista, l'attore ha ripercorso quel periodo, parlando senza mezzi termini della sensazione di essere sotto ricatto, dell'estorsione subìta e di una solitudine profonda, elementi che, come ha sottolineato, hanno segnato una prova personale durissima. Ha toccato, nel suo discorso, anche il tema del perdono e di un bisogno viscerale di ritrovare il proprio posto nel mondo, un percorso che si intreccia significativamente con il suo ritorno televisivo nel ruolo di Don Massimo nella serie "Don Matteo", in onda dall'8 gennaio su Rai1.
Un'anomalia televisiva di lungo corso
Il successo della serie, che da un quarto di secolo rappresenta una colonna solida del palinsesto della rete ammiraglia, costituisce un caso peculiare nel panorama delle televisioni generaliste europee, le quali, spesso, affidano i propri primati di longevità a generi come il poliziesco o la soap opera. Don Matteo, con la sua formula ibrida che unisce il mistero da risolvere alla dimensione umana e spirituale, resiste come un'anomalia, ancor più considerando il ricambio al vertice avvenuto due anni fa: alla storica interpretazione di Terence Hill, infatti, è subentrato proprio Raoul Bova, chiamato a dare volto al nuovo parroco di Spoleto.
Le polemiche e la continuità lavorativa
Proprio in merito alla tempesta mediatica che lo ha investito, Bova ha voluto chiarire un punto specifico riguardante la sua permanenza nella fiction, affermando che la Rai non avrebbe mai manifestato l'intenzione di estrometterlo dal progetto. Ha espresso, con una certa amarezza, un paradosso legato all'eco delle vicende private, notando come si sia parlato più della sua persona che di chi, nelle sue parole, avrebbe commesso atti delittuosi, spostando dunque il focus dal presunto reato subìto alle sue conseguenze pubbliche e personali.
La nuova stagione e il percorso del personaggio
La quindicesima edizione della serie, che vede la regia affidata a più mani, si presenta come un mix consolidato di casi da risolvere e leggerezza narrativa, con diversi ritorni nel cast storico e alcune novità, tra cui spicca l'ingresso di una nuova marescialla destinata a creare dinamiche inedite. Bova, dal canto suo, ha anticipato che il suo Don Massimo attraverserà una fase di profonda introspezione, mettendo in discussione la propria vocazione e imbarcandosi in un autentico viaggio alla ricerca di se stesso, in uno sviluppo del personaggio che sembra rispecchiare, almeno in parte, le recenti esperienze dell'interprete.




