La Ferrari dietro lo stop della Fia al “trucco” di Mercedes e Red Bull in qualifica
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Redazione Sport
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Non è la prima volta che una soffiata tecnica, o meglio una richiesta di chiarimenti formalmente ineccepibile, finisce per riscrivere l’equilibrio del venerdì pomeriggio in Formula 1. Stavolta, a scatenare l’intervento della Federazione, sarebbe stata la Ferrari. Secondo quanto ricostruito dai colleghi di The Race, le due scuderie anglo-austriache – Mercedes e Red Bull – avrebbero messo a punto un escamotage destinato a eludere una delle norme più delicate del regolamento sull’energia elettrica, quella che impone la cosiddetta riduzione lineare della potenza sui rettilinei, in prossimità del traguardo, durante un giro secco.
Il meccanismo della “furbata” e il vantaggio in kw
Per comprendere l’accaduto, bisogna ricordare che il regolamento tecnico prevede, per ragioni di sicurezza e di gestione energetica, un decremento di 50 kW al secondo nell’erogazione della potenza elettrica quando la monoposto consuma l’accumulatore sul dritto. Un crollo improvviso, insomma, che penalizzerebbe chi arriva al limite della batteria. Ebbene, Mercedes e Red Bull avrebbero scoperto un modo per aggirare questa decrescita repentina, riuscendo a mantenere l’erogazione massima per un tempo più lungo del consentito. Il vantaggio, benché misurato in frazioni di secondo, è tutt’altro che trascurabile: si parla di una differenza compresa tra 50 e 100 kW (ovvero tra i 70 e i 140 cavalli) per brevi periodi, proprio nella fase conclusiva del giro lanciato. Una dote, quella aggiuntiva, che in qualifica può valere decimi preziosi.
La segnalazione della Ferrari e la stretta della Fia
A rompere gli indugi è stata la scuderia di Maranello, che ha presentato alla Federazione una richiesta di chiarimento tecnico. Non una denuncia formale, si badi, quanto piuttosto una domanda precisa sull’interpretazione della norma: un passaggio obbligato, nel mondo della massima serie, per mettere sotto pressione l’organo di governo. La Fia, dopo aver esaminato il sistema utilizzato dalle due squadre, ha deciso di bloccarne l’impiego a partire dalla ripresa del campionato. In sostanza, il trucco – che molti definiscono “borderline” – è stato dichiarato non più conforme allo spirito del regolamento, sebbene in origine sfruttasse una funzione pensata per tutt’altro scopo (la sicurezza dell’unità elettrica). Così, ciò che per mesi era stato un vantaggio silenzioso nei venerdì di gara, ora è ufficialmente fuori legge.
Una procedura legata alla gestione del motore elettrico
Il magazine online The Race ha ricostruito i dettagli tecnici della procedura, senza entrare in schemi proprietari ma chiarendo un aspetto centrale: lo stratagemma riguardava la gestione della mappatura del motore elettrico, che quest’anno eroga una potenza equiparabile a quella del termico. Un’area, quella dell’elettrificazione spinta, dove i margini di interpretazione sono sempre stati ampi. Tuttavia, la Fia ha ritenuto che l’escamotage violasse il principio della riduzione controllata della potenza, quello che gli addetti ai lavori chiamano “clipping”. Vietandolo, la Federazione ha chiuso un capitolo che rischiava di alterare l’equilibrio delle qualifiche, senza però pronunciarsi su eventuali vantaggi già acquisiti nei Gran Premi precedenti. La palla, ora, passa alla capacità delle squadre di trovare nuovi margini, magari altrettanto creativi, ma ancora dentro il perimetro della legalità.




