Tragedia a Polistena, padre con il trattore travolge la figlia di 5 anni
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Redazione Interno
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Bastano pochi istanti, in una campagna che profuma di consuetudine e fatica, per trasformare un pomeriggio qualunque in un abisso senza ritorno. A Polistena, piccolo centro della Piana di Gioia Tauro, una bambina di cinque anni di nome Chiara ha perso la vita dopo essere stata travolta dal trattore guidato dal padre, un uomo di quarant’anni. L’incidente, avvenuto nella contrada Monte, ha scosso le fondamenta di un territorio già abituato a silenzi e rassegnazione, mai però a una ferita così insensata. La dinamica, ancora al vaglio degli inquirenti, si sarebbe consumata in un fazzoletto di terra dove la famiglia stava svolgendo lavori agricoli di routine.
Il dramma si è compiuto in un arco di tempo brevissimo, forse quello necessario a un gesto mal calcolato o a una distrazione – quella distrazione che la vita quotidiana, si sa, talvolta pretende senza chiedere il permesso – e la piccola Chiara, che secondo le prime sommarie ricostruzioni si trovava nei pressi del mezzo agricolo insieme al fratello maggiore di nove anni, è rimasta schiacciata sotto le ruote del trattore. Non ci sono state possibilità di intervento. L’allarme è scattato tardi, quando ormai il destino aveva già vergato la sua riga più crudele.
Una dinamica da chiarire tra ipotesi e accertamenti
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Palmi e il personale del Servizio prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro (Spresal) dell’Asp di Reggio Calabria. Gli investigatori stanno ascoltando il padre, un agricoltore che al momento dell’impatto si trovava alla guida del trattore, e hanno già acquisito i primi rilievi tecnici. Non si esclude, in queste ore, che possano emergere elementi utili a comprendere se la bambina fosse salita sul mezzo senza essere vista, oppure se si trovasse a terra in un punto cieco della visuale. Quel che è certo – e che pesa come un macigno sulla coscienza collettiva – è che Chiara era lì, nel luogo dove avrebbe dovuto essere al sicuro, accanto alla sua famiglia.
Lutto cittadino e il cordoglio senza retorica
Il sindaco di Polistena ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali, un gesto che in casi come questo assume il valore di una carezza istituzionale più che di un atto formale. La salma della bambina è stata restituita ai genitori dopo il nullaosta della procura, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo – ipotesi che non pregiudica la buona fede dell’uomo, ma che impone di chiarire ogni minima circostanza. Nessuno, tra i vicini di campagna e i parenti accorsi, ha voluto aggiungere parole di troppo. Il silenzio, a volte, è l’unico modo per non sporcare un dolore così nudo.
Un incidente che riporta l’attenzione sulla sicurezza nei lavori agricoli
Non è la prima volta, purtroppo, che i macchinari agricoli si trasformano in strumenti di morte all’interno di contesti familiari. Trattori, rimorchi e attrezzature varie, spesso usati senza le dovute precauzioni o in presenza di bambini, rappresentano un rischio sottovalutato. Nel caso di Chiara, però, la tragedia assume i contorni di una fatalità tanto assurda quanto dolorosa: il padre non stava compiendo alcuna manovra azzardata, né sembra aver violato in modo palese le norme di sicurezza. Eppure, un attimo di opacità tra il movimento del mezzo e la posizione della piccola è bastato a spezzare una vita. La procura di Reggio Calabria, nelle prossime settimane, potrebbe disporre una consulenza tecnica per ricostruire fedelmente la traiettoria del trattore e la posizione della bambina nei secondi precedenti l’impatto. Non ci sono, al momento, indagati formalmente iscritti nel registro, ma l’inchiesta procede con la cautela che simili eventi impongono.




