Taratata, Bonolis e la musica dal vivo: un ritorno in prima serata su Canale 5
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Paolo Bonolis, il cui telefono custodisce poche canzoni, quelle predilette dai figli, torna a occupare il piccolo schermo con un progetto che definisce un "sogno". “Taratata”, il format storico dedicato alla musica dal vivo, rinasce infatti in due puntate speciali su Canale 5, registrate alla ChorusLife Arena di Bergamo, sotto la sua guida. Il conduttore, il cui stile comunicativo è notoriamente articolato e ricco di sottigliezze, ha sottolineato come lo show rappresenti per lui l'opportunità di condurre un "grande viaggio musicale", offrendo agli artisti un ambiente a loro congeniale dove esibirsi con le proprie band e i propri strumenti, intervallando le performance a momenti di conversazione. Uno di quelli, per intenderci, che piacciono molto ad Adele, sua figlia diciottenne, o a Stefano, il primogenito quarantaduenne.
Un palco circolare per una formula che rinasce
La scelta del palco circolare, una geometria che avvolge e unisce, non è casuale e serve a esaltare la purezza dell'esibizione live, allontanando qualsiasi ansia da competizione. L'obiettivo dichiarato è quello di plasmare uno spazio dove la musica si libera, permettendo ai nomi più importanti della scena nazionale, da Giorgia a Elisa fino a Ligabue, di raccontarsi attraverso le note e qualche parola. È questa la cifra distintiva del format, nato in Francia e approdato in Italia nel 1998, quando Enrico Silvestrin lo presentava ai telespettatori di Rai 1: valorizzare l'artista nella sua interezza, facendo emergere il carattere e le emozioni dietro alla performance.
Una storia lunga, tra cambi di conduzione e identità preservata
Nel corso delle sue diverse edizioni, il programma ha visto avvicendarsi alla guida figure come Marco Morandi, che affiancò Silvestrin, e in seguito Natasha Stefanenko insieme a Vincenzo Mollica, ciascuno portando la propria impronta ma mantenendo intatto il cuore del progetto. Oggi, a distanza di anni, la riconferma di quella identità originaria passa per la regia di Bonolis, il quale, supportato da un manager e amico di lunga data per le questioni più pratiche – persino per caricare le canzoni sul cellulare – punta a riaccendere i riflettori sul potere comunicativo degli artisti quando suonano in presa diretta. Si tratta di un omaggio alla forza di quel contatto, che va ben oltre la semplice rassegna di successi.
La musica come linguaggio puro, tra passato e presente
L'operazione, che illumina di nuovo la struttura di Bergamo dopo le vicende che hanno recentemente segnato la città, si configura dunque come un ritorno alle origini, ma con lo sguardo rivolto al presente. Il conduttore, che nel suo repertorio privato annovera anche “Sempre” di Gabriella Ferri, sembra voler suggerire che la vita stessa, con il suo ritmo a volte imprevedibile, assomigli a una canzone che può risuonare proprio al tempo di “Taratata”. Un tempo fatto di atmosfere autentiche, dove la chitarra di un rocker o la voce di una cantante soul non hanno bisogno di troppi fronzoli per arrivare allo spettatore, creando un ponte diretto tra il palco e il salotto di casa.




