Clooney, Baumbach e il giallo della Mostra tra cinema e sinusite

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre la laguna si interrogava sulle sue assenze, Alba Rohrwacher svelava i retroscena di un’offerta artistica arrivata senza mediazioni. L’attrice, infatti, ha rivelato come il regista Noah Baumbach, durante i sopralluoghi in Italia, le avesse proposto direttamente la parte di Alba, un personaggio concepito appositamente per lei all’interno della pellicola. Una scelta, questa, che va al di là dei generi consolidati e che lei ha accolto con profonda gratitudine, trovandosi così a calcare le scene accanto a una star del calibro di George Clooney.

Il film in questione, "Jay Kelly", approdato in Concorso alla 82esima Mostra del Cinema di Venezia e atteso su Netflix dal prossimo 5 dicembre, si è però trasformato in un’arma a doppio taglio per il divo hollywoodiano. La sua performance, definita da più parti come un autogol micidiale per una carriera non certo memorabile sul versante della recitazione, è culminata in una sequenza in cui lo stesso Clooney, con la sua proverbiale ieraticità, si giustifica di fronte alla figlia che lo sta cacciando via affermando: “Questa è la mia faccia da ascolto”.

La trama veneziana, tuttavia, ha finito per confondersi con quella reale, in un depistaggio degno della miglior fiction. L’attore, reduce da un trionfale red carpet in cui aveva omaggiato la città del suo matrimonio con Amal, ha infatti disertato la conferenza stampa internazionale, giustificando la sua assenza con un improvviso e grave attacco di sinusite. La stessa scusa è stata addotta per annullare il successivo blocco di interviste collaudate che avrebbero dovuto tenerlo lontano dalla folla negli appartati saloni dell’Excelsior.

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